ELEGANZA DISCRETA DI UNA VALLE 2021 – Concorso di fotografia “Marco Fusco”

Il Centro Storico Culturale Valle Brembana “Felice Riceputi”, per ricordare la figura di Marco Fusco nativo di Piazza Brembana e amante della Val Brembana, ha indetto, anche per il 2021, il concorso fotografico dal titolo Eleganza discreta di una Valle – Concorso di Fotografia Marco Fusco.

Con questa iniziativa il Centro Storico Culturale si propone di contribuire a far conoscere e valorizzare aspetti non usuali della Valle Brembana: elementi di particolare rilevanza ambientale e bellezza formale, squarci di vita, relazioni sociali e momenti di operosità.

L’organizzazione del concorso è curata dal Centro Storico Culturale in collaborazione con Fotografi Brembani.
I partecipanti potranno inviare le loro opere dal 10 febbraio al 20 aprile 2021.

Il concorso assegnerà premi per un valore complessivo di 1.500,00 euro.  

Saranno premiati gli autori delle prime cinque opere classificate. Al vincitore andrà un premio del valore di 700 euro; agli altri quattro classificati andranno, nell’ordine, premi del valore di 350, 200, 150 e 100 euro.

La premiazione si terrà a Piazza Brembana il 5 giugno 2021.

LA VALLE BREMBANA IN 100 SCHEDE

Iniziamo la pubblicazione delle 100 schede che illustrano gli aspetti artistici ed architettonici più significativi della Valle Brembana. Le schede fanno parte di una ricerca effettuata tempo fa dal nostro compianto presidente Felice Riceputi e dal socio Dario Franchi che ce la ha messe a disposizione.

ALGUA – Frazione Frerola, chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Architettura: sec. XIX, con preesistenze dell’antica costruzione quattrocentesca sul fianco destro. L’edificio. La costruzione è del 1870 e presenta la caratteristica di un ampio portico sulla facciata. Solo sul fianco destro è possibile vedere qualche traccia dell’antica costruzione quattrocentesca.

I dipinti. La pala principale è la bella pala centrale del Battesimo di Gesù attribuita a F. Rizzo da Santa Croce, (1520 circa). I  Santacroce diedero vita ad una bottega di pittura che da Venezia inviò nel corso del ‘500 molti dipinti nei paesi della valle su commissione delle comunità locali o di bergamaschi emigrati a Venezia, ma ancora legati ai paesi di origine. La pala ha la struttura tipica del ’500: poche immagini, disposte in ordine simmetrico, con uno stuolo di angioletti disposti a semicerchio nella parte alta e tre angeli musicanti a sinistra; bella l’anatomia insistita di Gesù inginocchiato. Di valore anche la tela con Cristo risorto che mostra la ferita del costato di V. A. Orelli del sec. XVIII. All’altare della Madonna una bella ancona intagliata e dorata contiene il dipinto della Madonna del Carmelo e alcuni Santi tra i quali emerge San Carlo, opera di anonimo del 1623.

ALGUA – Frazione Frerola, Santella con Madonna e Santi

Giunti in località Frerola, una delle frazioni del comune di Algua, nelle vicinanze del cimitero passa un sentiero con bella vista sulla valle Serina e sul monte Alben. Qui si incontra una delle “tribuline” più antiche e meglio conservate della valle: è costruita su uno sperone roccioso, in solitaria evidenza a valle del sentiero. I dipinti. All’interno la cappelletta è coperta da una volta a botte interamente dipinta: sul fondo una lunetta con la Madonna in trono e San Giovanni Battista, San Giacomo, San Rocco e Sant’Antonio abate e l’offerente, in alto un Cristo Pantocratore, inserito in una grande mandorla, ai lati i quattro Padri della Chiesa (da sinistra: Gregorio, Girolamo, Ambrogio, Agostino) con i simboli dei quattro Evangelisti (aquila, leone, angelo e toro) con cartigli. L’autore è anonimo, probabilmente un pittore locale, che ha messo a frutto la conoscenza di artisti rinascimentali: si noti la prospettiva del trono e il naturalismo dei particolari; l’iconografia nel suo insieme mostra, d’altra parte, un forte legame con la tradizione medievale (staticità delle figure, fissità degli sguardi, frontalità della figura di Cristo), non dissimile dallo stile contemporaneo dei Baschenis di Averara o dei Marinoni di Albino.

ALGUA – Frazione Pagliaro, chiesa parrocchiale del Corpus Domini

Architettura: fine sec. XV, inizi sec. XVI; ampliamento di una chiesa più antica. Dipinti: affreschi metà-fine sec. XV, attribuiti a Maffiolo da Cazzano; affreschi su pilastri e absidiola di destra; affreschi strappati dalla facciata con forma di polittico gotico; varie tele dei sec. XVII e XVIII. Scultura: angeli che reggono i ceri, sec. XVII, crocifisso, sec. XVI; statua di Santa Maria Maddalena, sec. XVI; statua di San Rocco, sec. XVI. Arredo: armadio della sacrestia, sec. XVIII; stalli del coro, sec. XVIII; pulpito, sec. XVII; tabernacolo sec. XVIII; reliquiari in filigrana d’argento e altri arredi preziosi.

L’edificio. La chiesa, forse fondata nel sec. XIII, si presenta all’esterno come un edificio sobrio e privo di elementi decorativi, ad esclusione dell’affresco che è stato strappato e collocato all’interno nella parete destra. All’interno troviamo la caratteristica struttura ad aula unica con arconi trasversali gotici che reggono il soffitto costituito da travi a vista.

I dipinti. La parte più interessante di questa chiesa è la cappella a destra dell’ingresso, affrescata in anni precedenti al rifacimento dell’edificio avvenuto nella seconda metà del ‘400; la maggior parte degli episodi raffigurati riguarda le storie di Cristo: il linguaggio usato è popolare con accentuazioni quasi caricaturali nei soggetti come la Strage degli innocenti o la Passione; è uno stile ancora legato alla tradizione medievale in quanto a semplificazione, gusto narrativo e patetico. Siamo lontani dalle novità prospettiche del moderno Rinascimento, le scene sono da gustare nei particolari, nell’espressività dei visi e nella descrizione dei costumi. Bella la volta a costoloni con i Padri della Chiesa. Gli affreschi sono attribuiti a Maffiolo da Cazzano, esponente di un linguaggio popolare, che traduce in termini locali la tradizione della pittura trecentesca. Altro dipinto da notare è lo strappo di un polittico già dipinto sulla facciata e portato all’interno della chiesa per motivi di conservazione. Altri affreschi gustosi sono visibili nell’abside destra e sui pilastri della parete sinistra: si noti, elegantissimo, il San Liberale in abiti tipicamente cortesi, forse dello stesso Maffiolo. Tra le numerose tele presenti, tutte opere tra ‘600 e ‘700, una Madonna con Sant’Antonio da Padova e Santo Vescovo, incastonata in una bella cornice di stucchi sulla parete sinistra.

ALGUA – Frazione Rigosa, Santuario della Beata Vergine del Perello

Architettura: seconda metà e fine del sec. XV, sec. XVI, ultimo ampliamento negli anni ’30 e ’40 del XX secolo. Dipinti: affreschi della fine del ‘400 e del primo ‘500; tele del sec. XVI e XVII. Arredo: altare di marmo nero 1666.

L’edificio. Il santuario, che è costituito da tre chiese sovrapposte, sorge in mezzo al bosco, immerso nel verde, sulle pendici del monte Perello ed è uno dei più antichi della bergamasca. Il 2 luglio 1413 la Vergine apparve a Ruggero, contadino del luogo, per chiedere la costruzione di una chiesa dedicata alla Visitazione. A conferma di questa sua volontà la Vergine si mostrò altre volte facendo germogliare un ramoscello di ulivo dal tronco rinsecchito di un faggio. Sul luogo delle apparizioni la devozione popolare faceva sorgere, nella seconda metà del ‘400, la prima chiesa: di questo edificio più antico si conservano tracce di affreschi tardo-quattrocenteschi, tra questi si segnala una scena della Crocifissione. Dopo pochi decenni l’afflusso dei pellegrini necessitava di un ampliamento e una seconda chiesa fu costruita in modo che la prima, quella del miracolo, vi fosse contenuta. Ancora poco tempo dopo, a ridosso del secondo intervento, fu costruita la terza chiesa.

I dipinti. Le pareti del nuovo edificio furono ricoperte di affreschi: nell’abside l’Incoronazione della Vergine e, sotto, la Visitazione. Sulle pareti laterali un ciclo con le storie di San Giovanni Battista e varie “Madonne del latte”. Gli affreschi con le apparizioni della Vergine sono attributi ad Angelo Gregis, pittore locale. Lo stile di questi dipinti è a volte sapiente, più spesso ingenuo e autentico. Sulle pareti della terza chiesa si segnalano alcune tele: un’Ultima Cena del sec. XVI, un transito di San Giuseppe del sec. XVII, e, opera di Carlo Ceresa, un ex voto con un uomo caduto da cavallo.

L’arredo. L’altare di marmo nero, con la data incisa del 1666 è opera di Andrea Manni, scultore di Gazzaniga. L’ultimo ampliamento risale al 1939/45 e nello stesso periodo un altare maggiore in legno ha sostituito quello seicentesco in marmo. Anche il campanile, costruito alla fine del ‘400, fu rialzato una volta nel 1597 e una seconda volta nel 1930.

QUADERNI BREMBANI 19

La presentazione di QUADERNI BREMBANI 19, già prevista per il 28 novembre, è stata RINVIATA A DATA DA DESTINARSI a seguito dell’emanazione delle nuove norme contro il Covid-19.

Purtroppo la pandemia, assieme ad altre cause, ha portato via ben nove soci, ai quali abbiamo dedicato un affettuoso ricordo nell’apposita sezione dei “Commiati”. E proprio alla pandemia, con l’eco dei tragici mesi di forzata chiusura, abbiamo dedicato un’altra sezione, dal titolo “Tempo di pandemia”, con le testimonianze di alcuni soci attivi in vari settori e significativi testi poetici.

L’edizione di quest’anno contiene in tutto una sessantina di contributi che ci propongono informazioni inedite su diversi aspetti della Valle Brembana ed espressioni di creatività poetica.

Vanno inoltre segnalati i testi legati a iniziative che hanno caratterizzato l’attività del Centro Storico nel corrente anno: la mostra delle antiche fotografie di Andrea Milesi e la carrellata delle opere vincitrici e segnalate del concorso “Eleganza discreta di una Valle. Concorso di fotografia Marco Fusco”, che è stato accolto favorevolmente e che riproporremo anche l’anno prossimo.

Non manca lo Scaffale brembano, che raccoglie anche quest’anno brevi recensioni dei libri di argomento locale, oltre ad alcune interessanti tesi di laurea.

Questo il Sommario degli articoli che vi sono pubblicati…

Dalla laguna ai monti: Veronese e la sua bottega a Dossena

Realizzato in occasione del restauro di due opere veronesiane della chiesa parrocchiale di Dossena (Decollazione di san Giovanni Battista e San Rocco tra i santi Vito e Modesto) il volume contiene lo studio artistico della prof.ssa Orietta Pinessi e la relazione del restauro eseguito da Antonio Zaccaria, oltre a un saggio sulla chiesa, curato da Tarcisio Bottani.

Promosso dalla Parrocchia, il restauro, coordinato da Barbara Mazzoleni, si è avvalso del sostegno di alcuni enti ed istituzioni, e in particolare del Centro Storico Culturale, che ha coperto i costi di edizione del volume.

Lo studio artistico della prof.ssa Pinessi ha consentito di appurare la paternità delle due tele, che risalgono alla seconda metà del Cinquecento. Quella di San Rocco è di mano del pittore Luigi Benfatto, noto col nome veneto di Alvise dal Friso (Verona, 1551 – Venezia, 1611), nipote e allievo di Paolo Veronese, nella cui casa dimorò lungamente. La pala della decollazione del Battista è stata invece confermata al Veronese, con probabile intervento del fratello Benedetto per il completamento di parti accessorie.

Il fotografo ritrovato

Sono esposte a Ornica, nella sala dell’Ecomuseo, le stampe alcune decine di lastre fotografiche databili tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, realizzate dal fotografo Andrea Milesi che ci mostrano alcuni paesi della Valle Brembana e della provincia, oltre ad alcune vedute di Bergamo, realizzate tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento da Andrea Milesi di Ornica.

Il nostro socio Giorgio Tonolini, che è nipote di Andrea, ha ritenuto la nostra Associazione in grado di valorizzare al meglio questo patrimonio di immagini inedite e assai significative, perché ci fanno conoscere particolari aspetti delle località raffigurate, soprattutto dal punto di vista delle strutture abitative e da quello delle attività economiche.

Le fotografie mostrano personaggi, ritratti, panorami o scorci di centri abitati.

Tra i paesi raffigurati, alcuni della Valle Brembana, a cominciare da Ornica, di cui si vede, in particolare, il nuovo municipio, ultimato nel 1895, con all’esterno un gruppo di persone che sembrano festeggiare la conclusione dei lavori. Ci sono poi fotografe di Averara, Cassiglio, Cusio, Olmo al Brembo, Valtorta e Valnegra.

Scendendo verso la media Valle, si trova una bella immagine di San Giovanni Bianco, con la tradizionale inquadratura della parrocchiale che sovrasta il Brembo e i ponti. Tre fotografie sono dedicate alla Valle Taleggio, una a Brembilla e tre a Clanezzo.

Sei immagini sono dedicate alla città di Bergamo, a cominciare dalla bella panoramica su Città Alta presa da Porta Nuova, nella quale si vedono ancora le strutture dell’antica Fiera. Ci sono poi una panoramica della Rocca dalla Fara, una vista del palazzo Medolago Albani, una di Piazza Vecchia con il monumento a Garibaldi, poi spostato nell’attuale omonima piazza di Città Bassa, un’immagine di Santa Maria Maggiore con il palazzo del Liceo Sarpi e il complesso di Sant’Agostino con il monastero e la porta, sulla quale, al posto dell’attuale leone di San Marco, spiccano le insegne reali.

La collezione delle foto di Andrea Milesi ci propone infine alcune immagini di località della provincia di Bergamo: il palazzo e la torre Moretti di Brembate, la vecchia parrocchiale e il ponte sul Brembo di Ponte San Pietro, la villa Gina a Concesa e il castello visconteo di Trezza d’Adda, prima dei restauri.

Voci dall’Inferno

In occasione dell’80° anniversario dell’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, il Centro Storico Culturale Valle Brembana ha pubblicato il volume “VOCI DALL’INFERNO. Lettere, diari, testimonianze e immagini di soldati della Valle Brembana durante la Seconda guerra mondiale“, nell’intento di far conoscere, in particolare alle giovani generazioni, la tragica esperienza della guerra, attraverso le testimonianze di tanti soldati della Valle Brembana, e dei loro familiari, che ne subirono le conseguenze fisiche e morali.

I soci hanno raccolto lettere, diari, memoriali, testimonianze orali e fotografie dei soldati brembani combattenti sui vari fronti o internati in prigionia, curando un centinaio di testi dedicati ad altrettanti soldati, molti dei quali caduti o dispersi. 

L’elenco dei quasi 700 caduti inserito nella parte conclusiva del volume, oltre che un doveroso omaggio al sacrificio di questi nostri soldati, vuole essere un monito alle giovani generazioni perché riflettano sulle tragiche conseguenze della guerra e si impegnino affinché questi orrori non si ripetano.

Il libro è reperibile nelle principali edicole e cartolerie della Valle Brembana e in alcune librerie di Bergamo, oltre che sul sito www.ellelibri.com

Eleganza discreta di una valle – Concorso di fotografia Marco Fusco

Il Centro Storico Culturale Valle Brembana “Felice Riceputi”, per ricordare la figura di Marco Fusco nativo di Piazza Brembana e amante della Val Brembana, ha indetto il concorso fotografico dal titolo Eleganza discreta di una Valle – Concorso di Fotografia Marco Fusco.

Con questa iniziativa il Centro Storico Culturale si propone di contribuire a far conoscere e valorizzare aspetti non usuali della Valle Brembana, auspicando che le immagini presentate sappiano evidenziare elementi di particolare rilevanza ambientale e bellezza formale. L’organizzazione del concorso è curata dal Centro Storico Culturale in collaborazione con Fotografi Brembani. I partecipanti potranno inviare le loro opere dal 10 febbraio al 31 marzo 2020.

Il concorso assegnerà premi per un valore complessivo di 1.500,00 euro. Saranno premiati gli autori delle prime cinque opere classificate. Al vincitore andrà un premio del valore di 700; agli altri quattro classificati andranno, nell’ordine, premi del valore di 350, 200, 150 e 100 euro. La premiazione si terrà a Piazza Brembana il 5 giugno 2020.

Per vedere tutte le fotografie concorrenti e le opere vincitrici:

Presentazione Quaderni Brembani n.18

Sabato 30 novembre è stata presentata al Museo della Valle di Zogno la 18ª edizione di QUADERNI BREMBANI. La manifestazione, gratificata dalla consueta massiccia presenta di soci del Centro Storico Culturale, è stata anche l’occasione per aprire il tesseramento per l’anno 2020. L’Annuario di quest’anno apre con il doveroso ricordo del compianto presidente Felice Riceputi nel decimo anniversario della scomparsa. Il Direttivo ha colto l’occasione per delinearne brevemente la biografia e l’attività storiografica e per proporre una veloce riflessione sul ruolo svolto dal Centro Storico Culturale nel decennio seguito alla morte di Riceputi. L’apertura del volume è dedicata all’ampia relazione sull’attività archeologica svolta nella zona di Carona nel contesto di un complesso progetto di ricerca frutto della collaborazione tra il Civico Museo Archeologico di Bergamo e il Centro Storico Culturale, che si avvale del finanziamento previsto dai Bandi del settore Cultura della Regione Lombardia e anche di un contributo della Comunità Montana Valle Brembana. Gli articoli successivi propongono gli argomenti più diversi, raggruppati come di consueto secondo la loro natura, che contribuiscono alla conoscenza di aspetti significativi ma poco conosciuti della Valle, confermando come, dopo quasi un ventennio di ricerche, lo studio del nostro patrimonio storico-culturale sia tutt’altro che esaurito.

L’apparato iconografico, piuttosto corposo, concorre ad illustrare i contenuti dei testi e a far conoscere persone e luoghi della Valle, di ieri e di oggi. Dopo i testi di ricerca, segue la ricca la sezione delle composizioni poetiche, quindi lo Scaffale brembano, che raccoglie anche quest’anno brevi recensioni di una trentina di libri di argomento locale, oltre ad alcune interessanti tesi di laurea. In chiusura, la sezione dedicata al San Pellegrino Festival di poesia per e dei bambini, gratificato anche quest’anno da una massiccia adesione di scuole provenienti da tutta l’Italia.

Collocato ad Astino il quadro di Giambattista Guerinoni restaurato dal Centro Storico Culturale

Un folto pubblico di esperti, soci del Centro Storico Culturale Valle Brembana e autorità, ha partecipato nella mattinata del 30 novembre, nella chiesa del Santo Sepolcro del Monastero di Astino, all’inaugurazione del quadro “Cristo crocifisso e i Quattro evangelisti”, di Giambattista Guarinoni d’Averara, il cui restauro (effettuato da Antonio Zaccaria) è stato finanziato dal Centro Storico Culturale con il contributo della Comunità Montana.

Il quadro, in precedenza giacente dei depositi dell’Accademia Carrara, è stato collocato nella sua sede originaria, l’altare dei Quattro evangelisti, alla destra del presbiterio. Alla manifestazione sono intervenuti, tra gli altri il prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi e i responsabili delle tre Istituzioni che, accogliendo la proposta del Centro Storico, hanno reso possibile il restauro: l’Accademia Carrara, il Comune di Bergamo, proprietaria del quadro, e la Fondazione Mia, proprietaria del complesso di Astino. Era pure presente Mauro Egman, sindaco di Averara, patria del Guarinoni.

La storica dell’Arte Alessandra Civai ha illustrato la sua recentissima scoperta che l’opera del Guarinoni, una tempera su tela del 1569, non fu eseguita con la collaborazione dello zio Cristoforo Baschenis il Vecchio, ma dal giovane e quasi sconosciuto artista bergamasco Cristoforo Carminati. Gli interventi che si sono succeduti durante l’incontro hanno evidenziato come non capiti quasi mai che un’associazione operante sul territorio, come il Centro Storico, si faccia carico di promuovere un intervento culturale a favore della Città, mentre solitamente avviene il contrario. Questo è un segno dell’attenzione che il Centro Storico ha per il patrimonio artistico della Valle Brembana e per la valorizzazione dello stesso.

Presentazione Quaderni Brembani n.17

Il consueto concorso di soci ha caratterizzato la presentazione della 17.ma edizione di Quaderni Brembani, annuario del Centro Storico Culturale Valle Brembana, svoltasi sabato 24 novembre al Museo della Valle di Zogno. Quasi 70 testi caratterizzano questa edizione che, con ben 400 pagine, risulta ancora più corposa degli anni precedenti.

I soci hanno fatto pervenire articoli di varia natura, dai più complessi e supportati da consistente documentazione d’archivio, a quelli dedicati alla descrizione di esperienze personali, di personaggi o fatti degni di nota, a testi narrativi e poetici. Come di consueto, i testi sono stati raggruppati in sezioni omogenee, nell’intento di proporre ai lettori una visione d’assieme degli argomenti trattati, in modo che possano orientarsi agevolmente tra i vari titoli.

Quaderni Brembani n. 17 si apre con l’anteprima dedicata alla collocazione a Carona del calco del masso archeologico della Val Camisana, iniziativa qualificante e fortemente voluta dal Centro Storico; segue il ricordo dello scomparso socio Gianmario Colombo, fondatore e titolare dell’editrice Corponove che cura il nostro Annuario dalla sua nascita. Abbiamo dedicato l’apertura all’altra iniziativa culturale di rilievo promossa dal Centro Storico: il restauro della tela di Astino di Giambattista Guarinoni e Cristoforo Baschenis il Vecchio e la sua ricollocazione nella sede originaria della chiesa dell’Abbazia. Seguono i testi dedicati alla ricerca, quelli sempre numerosi aventi per tema le memorie e le vicende delle guerre del Novecento, quelli che propongono aspetti di ricerca abbinati a elementi di attualità.

I testi sono generalmente accompagnati da un ricco corredo fotografico che ammonta a circa 200 immagini e garantisce all’Annuario un ulteriore elemento di interesse e di vivacità. Sempre ricca è infine la sezione dedicata alla poesia, con opere in italiano e in bergamasco che precedono il consueto Scaffale brembano che propone una trentina di recensioni di libri e tesi di laurea dedicati alla Valle Brembana. Chiude l’Annuario la rassegna delle poesie vincitrici o finaliste dell’ottava edizione del San Pellegrino Festival di poesia per e dei bambini.