Quaderni Brembani n. 19

Ecco in anteprima la copertina di QUADERNI BREMBANI 19, che, salvo imprevisti, sarà consegnato sabato 28 novembre al Museo dalla Valle di Zogno.

Purtroppo la pandemia, assieme ad altre cause, ha portato via ben nove soci, ai quali abbiamo dedicato un affettuoso ricordo nell’apposita sezione dei “Commiati”. E proprio alla pandemia, con l’eco dei tragici mesi di forzata chiusura, abbiamo dedicato un’altra sezione, dal titolo “Tempo di pandemia”, con le testimonianze di alcuni soci attivi in vari settori e significativi testi poetici.

L’edizione di quest’anno contiene in tutto una sessantina di contributi che ci propongono informazioni inedite su diversi aspetti della Valle Brembana ed espressioni di creatività poetica.

Vanno inoltre segnalati i testi legati a iniziative che hanno caratterizzato l’attività del Centro Storico nel corrente anno: la mostra delle antiche fotografie di Andrea Milesi e la carrellata delle opere vincitrici e segnalate del concorso “Eleganza discreta di una Valle. Concorso di fotografia Marco Fusco”, che è stato accolto favorevolmente e che riproporremo anche l’anno prossimo.

Non manca lo Scaffale brembano, che raccoglie anche quest’anno brevi recensioni dei libri di argomento locale, oltre ad alcune interessanti tesi di laurea.

Questo il Sommario degli articoli che vi sono pubblicati…

Dalla laguna ai monti: Veronese e la sua bottega a Dossena

Realizzato in occasione del restauro di due opere veronesiane della chiesa parrocchiale di Dossena (Decollazione di san Giovanni Battista e San Rocco tra i santi Cosma e Damiano) il volume contiene lo studio artistico della prof.ssa Orietta Pinessi e la relazione del restauro eseguito da Antonio Zaccaria, oltre a un saggio sulla chiesa, curato da Tarcisio Bottani.

Promosso dalla Parrocchia, il restauro, coordinato da Barbara Mazzoleni, si è avvalso del sostegno di alcuni enti ed istituzioni, e in particolare del Centro Storico Culturale, che ha coperto i costi di edizione del volume.

Lo studio artistico della prof.ssa Pinessi ha consentito di appurare la paternità delle due tele, che risalgono alla seconda metà del Cinquecento. Quella di San Rocco è di mano del pittore Luigi Benfatto, noto col nome veneto di Alvise dal Friso (Verona, 1551 – Venezia, 1611), nipote e allievo di Paolo Veronese, nella cui casa dimorò lungamente. La pala della decollazione del Battista è stata invece confermata al Veronese, con probabile intervento del fratello Benedetto per il completamento di parti accessorie.

Il fotografo ritrovato

Sono esposte a Ornica, nella sala dell’Ecomuseo, le stampe alcune decine di lastre fotografiche databili tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, realizzate dal fotografo Andrea Milesi che ci mostrano alcuni paesi della Valle Brembana e della provincia, oltre ad alcune vedute di Bergamo, realizzate tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento da Andrea Milesi di Ornica.

Il nostro socio Giorgio Tonolini, che è nipote di Andrea, ha ritenuto la nostra Associazione in grado di valorizzare al meglio questo patrimonio di immagini inedite e assai significative, perché ci fanno conoscere particolari aspetti delle località raffigurate, soprattutto dal punto di vista delle strutture abitative e da quello delle attività economiche.

Le fotografie mostrano personaggi, ritratti, panorami o scorci di centri abitati.

Tra i paesi raffigurati, alcuni della Valle Brembana, a cominciare da Ornica, di cui si vede, in particolare, il nuovo municipio, ultimato nel 1895, con all’esterno un gruppo di persone che sembrano festeggiare la conclusione dei lavori. Ci sono poi fotografe di Averara, Cassiglio, Cusio, Olmo al Brembo, Valtorta e Valnegra.

Scendendo verso la media Valle, si trova una bella immagine di San Giovanni Bianco, con la tradizionale inquadratura della parrocchiale che sovrasta il Brembo e i ponti. Tre fotografie sono dedicate alla Valle Taleggio, una a Brembilla e tre a Clanezzo.

Sei immagini sono dedicate alla città di Bergamo, a cominciare dalla bella panoramica su Città Alta presa da Porta Nuova, nella quale si vedono ancora le strutture dell’antica Fiera. Ci sono poi una panoramica della Rocca dalla Fara, una vista del palazzo Medolago Albani, una di Piazza Vecchia con il monumento a Garibaldi, poi spostato nell’attuale omonima piazza di Città Bassa, un’immagine di Santa Maria Maggiore con il palazzo del Liceo Sarpi e il complesso di Sant’Agostino con il monastero e la porta, sulla quale, al posto dell’attuale leone di San Marco, spiccano le insegne reali.

La collezione delle foto di Andrea Milesi ci propone infine alcune immagini di località della provincia di Bergamo: il palazzo e la torre Moretti di Brembate, la vecchia parrocchiale e il ponte sul Brembo di Ponte San Pietro, la villa Gina a Concesa e il castello visconteo di Trezza d’Adda, prima dei restauri.

Voci dall’Inferno

In occasione dell’80° anniversario dell’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, il Centro Storico Culturale Valle Brembana ha pubblicato il volume “VOCI DALL’INFERNO. Lettere, diari, testimonianze e immagini di soldati della Valle Brembana durante la Seconda guerra mondiale“, nell’intento di far conoscere, in particolare alle giovani generazioni, la tragica esperienza della guerra, attraverso le testimonianze di tanti soldati della Valle Brembana, e dei loro familiari, che ne subirono le conseguenze fisiche e morali.

I soci hanno raccolto lettere, diari, memoriali, testimonianze orali e fotografie dei soldati brembani combattenti sui vari fronti o internati in prigionia, curando un centinaio di testi dedicati ad altrettanti soldati, molti dei quali caduti o dispersi. 

L’elenco dei quasi 700 caduti inserito nella parte conclusiva del volume, oltre che un doveroso omaggio al sacrificio di questi nostri soldati, vuole essere un monito alle giovani generazioni perché riflettano sulle tragiche conseguenze della guerra e si impegnino affinché questi orrori non si ripetano.

Il libro è reperibile nelle principali edicole e cartolerie della Valle Brembana e in alcune librerie di Bergamo, oltre che sul sito www.ellelibri.com

Eleganza discreta di una valle – Concorso di fotografia Marco Fusco

Il Centro Storico Culturale Valle Brembana “Felice Riceputi”, per ricordare la figura di Marco Fusco nativo di Piazza Brembana e amante della Val Brembana, ha indetto il concorso fotografico dal titolo Eleganza discreta di una Valle – Concorso di Fotografia Marco Fusco.

Con questa iniziativa il Centro Storico Culturale si propone di contribuire a far conoscere e valorizzare aspetti non usuali della Valle Brembana, auspicando che le immagini presentate sappiano evidenziare elementi di particolare rilevanza ambientale e bellezza formale. L’organizzazione del concorso è curata dal Centro Storico Culturale in collaborazione con Fotografi Brembani. I partecipanti potranno inviare le loro opere dal 10 febbraio al 31 marzo 2020.

Il concorso assegnerà premi per un valore complessivo di 1.500,00 euro. Saranno premiati gli autori delle prime cinque opere classificate. Al vincitore andrà un premio del valore di 700; agli altri quattro classificati andranno, nell’ordine, premi del valore di 350, 200, 150 e 100 euro. La premiazione si terrà a Piazza Brembana il 5 giugno 2020.

Per vedere tutte le fotografie concorrenti e le opere vincitrici:

Presentazione Quaderni Brembani n.18

Sabato 30 novembre è stata presentata al Museo della Valle di Zogno la 18ª edizione di QUADERNI BREMBANI. La manifestazione, gratificata dalla consueta massiccia presenta di soci del Centro Storico Culturale, è stata anche l’occasione per aprire il tesseramento per l’anno 2020. L’Annuario di quest’anno apre con il doveroso ricordo del compianto presidente Felice Riceputi nel decimo anniversario della scomparsa. Il Direttivo ha colto l’occasione per delinearne brevemente la biografia e l’attività storiografica e per proporre una veloce riflessione sul ruolo svolto dal Centro Storico Culturale nel decennio seguito alla morte di Riceputi. L’apertura del volume è dedicata all’ampia relazione sull’attività archeologica svolta nella zona di Carona nel contesto di un complesso progetto di ricerca frutto della collaborazione tra il Civico Museo Archeologico di Bergamo e il Centro Storico Culturale, che si avvale del finanziamento previsto dai Bandi del settore Cultura della Regione Lombardia e anche di un contributo della Comunità Montana Valle Brembana. Gli articoli successivi propongono gli argomenti più diversi, raggruppati come di consueto secondo la loro natura, che contribuiscono alla conoscenza di aspetti significativi ma poco conosciuti della Valle, confermando come, dopo quasi un ventennio di ricerche, lo studio del nostro patrimonio storico-culturale sia tutt’altro che esaurito.

L’apparato iconografico, piuttosto corposo, concorre ad illustrare i contenuti dei testi e a far conoscere persone e luoghi della Valle, di ieri e di oggi. Dopo i testi di ricerca, segue la ricca la sezione delle composizioni poetiche, quindi lo Scaffale brembano, che raccoglie anche quest’anno brevi recensioni di una trentina di libri di argomento locale, oltre ad alcune interessanti tesi di laurea. In chiusura, la sezione dedicata al San Pellegrino Festival di poesia per e dei bambini, gratificato anche quest’anno da una massiccia adesione di scuole provenienti da tutta l’Italia.

Collocato ad Astino il quadro di Giambattista Guerinoni restaurato dal Centro Storico Culturale

Un folto pubblico di esperti, soci del Centro Storico Culturale Valle Brembana e autorità, ha partecipato nella mattinata del 30 novembre, nella chiesa del Santo Sepolcro del Monastero di Astino, all’inaugurazione del quadro “Cristo crocifisso e i Quattro evangelisti”, di Giambattista Guarinoni d’Averara, il cui restauro (effettuato da Antonio Zaccaria) è stato finanziato dal Centro Storico Culturale con il contributo della Comunità Montana.

Il quadro, in precedenza giacente dei depositi dell’Accademia Carrara, è stato collocato nella sua sede originaria, l’altare dei Quattro evangelisti, alla destra del presbiterio. Alla manifestazione sono intervenuti, tra gli altri il prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi e i responsabili delle tre Istituzioni che, accogliendo la proposta del Centro Storico, hanno reso possibile il restauro: l’Accademia Carrara, il Comune di Bergamo, proprietaria del quadro, e la Fondazione Mia, proprietaria del complesso di Astino. Era pure presente Mauro Egman, sindaco di Averara, patria del Guarinoni.

La storica dell’Arte Alessandra Civai ha illustrato la sua recentissima scoperta che l’opera del Guarinoni, una tempera su tela del 1569, non fu eseguita con la collaborazione dello zio Cristoforo Baschenis il Vecchio, ma dal giovane e quasi sconosciuto artista bergamasco Cristoforo Carminati. Gli interventi che si sono succeduti durante l’incontro hanno evidenziato come non capiti quasi mai che un’associazione operante sul territorio, come il Centro Storico, si faccia carico di promuovere un intervento culturale a favore della Città, mentre solitamente avviene il contrario. Questo è un segno dell’attenzione che il Centro Storico ha per il patrimonio artistico della Valle Brembana e per la valorizzazione dello stesso.

Presentazione Quaderni Brembani n.17

Il consueto concorso di soci ha caratterizzato la presentazione della 17.ma edizione di Quaderni Brembani, annuario del Centro Storico Culturale Valle Brembana, svoltasi sabato 24 novembre al Museo della Valle di Zogno. Quasi 70 testi caratterizzano questa edizione che, con ben 400 pagine, risulta ancora più corposa degli anni precedenti.

I soci hanno fatto pervenire articoli di varia natura, dai più complessi e supportati da consistente documentazione d’archivio, a quelli dedicati alla descrizione di esperienze personali, di personaggi o fatti degni di nota, a testi narrativi e poetici. Come di consueto, i testi sono stati raggruppati in sezioni omogenee, nell’intento di proporre ai lettori una visione d’assieme degli argomenti trattati, in modo che possano orientarsi agevolmente tra i vari titoli.

Quaderni Brembani n. 17 si apre con l’anteprima dedicata alla collocazione a Carona del calco del masso archeologico della Val Camisana, iniziativa qualificante e fortemente voluta dal Centro Storico; segue il ricordo dello scomparso socio Gianmario Colombo, fondatore e titolare dell’editrice Corponove che cura il nostro Annuario dalla sua nascita. Abbiamo dedicato l’apertura all’altra iniziativa culturale di rilievo promossa dal Centro Storico: il restauro della tela di Astino di Giambattista Guarinoni e Cristoforo Baschenis il Vecchio e la sua ricollocazione nella sede originaria della chiesa dell’Abbazia. Seguono i testi dedicati alla ricerca, quelli sempre numerosi aventi per tema le memorie e le vicende delle guerre del Novecento, quelli che propongono aspetti di ricerca abbinati a elementi di attualità.

I testi sono generalmente accompagnati da un ricco corredo fotografico che ammonta a circa 200 immagini e garantisce all’Annuario un ulteriore elemento di interesse e di vivacità. Sempre ricca è infine la sezione dedicata alla poesia, con opere in italiano e in bergamasco che precedono il consueto Scaffale brembano che propone una trentina di recensioni di libri e tesi di laurea dedicati alla Valle Brembana. Chiude l’Annuario la rassegna delle poesie vincitrici o finaliste dell’ottava edizione del San Pellegrino Festival di poesia per e dei bambini.

Inaugurato il calco del masso “Camisana 1”

È stato inaugurato sabato 28 luglio 2018 a Carona il calco del masso archeologico denominato “Camisana 1”, una grande roccia della superficie di circa 30 metri quadrati, situata in Val Camisana, lungo le pendici meridionali del Monte Aga, sul sentiero che porta al rifugio Calvi, tra quota 2100 e 2400 m s.l.m. Il calco, fortemente voluto dal Centro Storico Culturale Valle Brembana, è stato eseguito dalla società Ambracore s.n.c. non senza difficoltà, considerata la dimensione del monumento, la quota a cui si trova e la distanza da strade percorribili con mezzi idonei al suo trasporto. Il progetto viene incontro a una serie di esigenze, tra cui quella di rendere più agevole lo studio, quella di mostrare il monumento a un pubblico più vasto e, non ultima, quella di fissare ad oggi lo stato di conservazione del masso, che purtroppo è esposto a un più o meno lento degrado nel suo ambiente naturale. Il calco è stato collocato di fianco alla chiesa parrocchiale ed è stato dedicato a Felice Riceputi, che insieme a Francesco Dordoni, colse per primo l’importanza dell’intero comprensorio di incisioni rupestri. La felice collaborazione tra il Centro Storico Culturale Valle Brembana, il Comune di Carona e il Civico Museo Archeologico di Bergamo, con il contributo della Famiglia Riceputi e del Consorzio BIM Bergamo, non solo ha permesso di valorizzare un monumento unico in tutta Europa, ma anche di ricostruirne la storia, attraverso lo studio e la ricerca archeologica, restituendogli il significato che ha avuto attraverso i secoli. Alle ore 16,30, nel salone parrocchiale, sono stati presentati i lavori di esecuzione del calco e della restituzione della copia, identica all’originale. La riunione si è aperta con saluto di Giancarlo Pedretti, sindaco del comune di Carona, che ha coperto buona parte dei costi per la realizzazione del calco. È seguito l’intervento di Tarcisio Bottani, presidente del Centro Storico Culturale Valle Brembana, che ha promosso e sostenuto la realizzazione del calco, nel nome del compianto presidente Felice Riceputi. Si è conclusa con la relazione della direttrice del Civico Museo Archeologico di Bergamo, Stefania Casini, che ha illustrato gli aspetti tecnici e il significato culturale dell’iniziativa, e con quella di Filippo Motta docente di Filologia celtica dell’Università di Pisa, che si è soffermato sugli aspetti paleolinguistici connessi con le iscrizioni. Il masso è un vero e proprio monumento, per le sue dimensioni, la posizione dominante sulla valle e il ricco repertorio figurativo di età storica e protostorica. Le figure più antiche, databili al V secolo a. C., sono di due lupi a fauci aperte, rivolte verso un personaggio con lunga tunica e cappello a larghe falde; della stessa epoca una piccola figura di offerente posto di profilo. Alcune iscrizioni, incise con l’alfabeto leponzio, o di Lugano, che ha tratto i propri segni da quello etrusco, sono di nomi propri, talvolta abbreviati. Due iscrizioni riportano il nome di Pennino, il dio celtico delle vette e protettore dei valichi di montagna. Si datano tra il III e il I secolo a.C. Il masso Camisana 1 era probabilmente un piccolo santuario naturale sotto le vette e presso le sorgenti del Brembo. La presenza di centinaia di iscrizioni preromane fanno del masso un monumento del tutto unico non solo in Italia, ma in tutto il mondo celtico europeo.

Rinnovate le cariche sociali. Alla presidenza confermato il prof. Tarcisio Bottani

Lo scorso 27 aprile 2018 si è riunito il nuovo Direttivo del Centro Storico Culturale Valle Brembana eletto nel corso dell’Assemblea ordinaria dei Soci del 24 marzo che ha confermato quasi in toto i componenti uscenti: Tarcisio Bottani, Giacomo Calvi, Simona Gentili, Erika Locatelli, Mara Milesi, Marco Mosca, con il nuovo ingresso di Antonella Pesenti. L’Assemblea ha inoltre confermato i tre componenti del Comitato dei Garanti: Lorenzo Cherubelli, Carletto Forchini, Giuseppe Gentili e i tre componenti del Collegio dei Revisori dei conti: Raffaella Del Ponte, Pierluigi Ghisalberti, Vincenzo Rombolà. Il Direttivo ha confermato all’unanimità nella carica di Presidente il socio Tarcisio Bottani e in quella di Vicepresidente la socia Simona Gentili. Segretario è stato confermato il socio GianMario Arizzi. Si è quindi proceduto alla distribuzione degli incarichi operativi all’interno del Direttivo: Simona Gentili si occuperà in particolare delle competenze del Centro in città; Mara Milesi della corrispondenza; Marco Mosca del tesseramento e dei corsi nelle scuole; Erika Locatelli della collaborazione con il coordinatore del Festival di poesia e delle attività in alta Valle; Giacomo Calvi delle attività del Centro in alta Valle e delle iniziative culturali in genere; Antonella Pesenti curerà in particolare i rapporti con Zogno: Comune, Parrocchia, Museo della Valle. Il Presidente ha sottolineato la necessità di un rinnovato impegno di tutti per far fronte alle molteplici competenze di cui il Centro viene costantemente investito. Il Direttivo ha auspicato un fattivo sostegno alle iniziative del Centro da parte dei Soci, che sono invitati a una maggiore partecipazione alle attività programmate e a un più assiduo sostegno propositivo e operativo.