Presentata la 16ª edizione dei Quaderni Brembani

È stata presentata sabato 25 novembre a Zogno 2017, di fronte al consueto folto pubblico di appassionati di cultura, la 16.ma edizione di QUADERNI BREMBANI, l’Annuario del Centro Storico Culturale Valle Brembana che quest’anno è ancora più corposo dei precedenti, con una sessantina di contributi, dedicati in gran parte alla storia e alla cultura brembana. La foto della copertina si riferisce a un’opera dell’importante artista svizzera originaria di San Giovanni Bianco Teresa Leiser Giupponi, della quale l’anno prossimo verrà organizzata a San Giovanni una mostra, a cura del Centro Storico e del Comune. A Teresa Giupponi è dedicato anche l’articolo di apertura, mentre l’anteprima è riservata all’importante scoperta archeologica di uno spillone dell’età del Bronzo, rinvenuto recentemente a San Pellegrino. Tra gli altri contributi, si segnalano le memorie inedite sulla Resistenza in Valle Taleggio di don Valentino Ongaro, parroco di Pizzino dalla primavera 1944 e testimone diretto degli attacchi portati dalle truppe nazifasciste alla sua Valle. È inoltre presente una sezione che raccoglie una serie di contributi di arricchimento al convegno dello scorso anno dedicato ai Pittori Santacroce. Tra questi, il catalogo completo delle opere dei Santacroce, curato da Adriano Avogadro e l’estratto di una tesi di dottorato recentemente discussa all’École du Louvre di Parigi. L’importanza di Quaderni Brembani è di riuscire ogni anno a coinvolgere 50/60 persone che propongono dei testi inediti e interessanti, la maggior parte dei quali dedicati a ricerche sulla Valle Brembana, che contribuiscono alla conoscenza dei più diversi aspetti storici, artistici, ambientali, ecc. In 16 anni sono stati pubblicati sui vari numeri dell’Annuario non meno di 700 testi dedicati alla Valle e questa è probabilmente una particolarità che non si riscontra altrove.

Il libro sull’alluvione del 18 luglio 1987

Venerdì 14 luglio 2017, nella Sala Polivalente della Biblioteca di Piazza Brembana, è stato presentato il libro LA FURIA DEL BREMBO. DOCUMENTI, TESTIMONIANZE E IMMAGINI DELL’ALLUVIONE DEL 18 LUGLIO 1987, curato dal Direttivo del Centro Storico Culturale Valle Brembana, in occasione del 30° del tragico evento. Il libro si avvale del patrocinio, del contributo e della collaborazione della Comunità Montana Valle Brembana e del contributo di una ventina di comuni della Valle. Accanto alla descrizione dei fenomeni e alle testimonianze di chi li visse direttamente, il volume contiene una sintesi dei lavori di ricostruzione e un corposo apparato di immagini, molte delle quali inedite, messe a disposizione da vari fotografi della Valle. L’esposizione si apre con la cronaca concisa dei fatti tratta da Storia della Valle Brembana. Il Novecento di Felice Riceputi, che delinea un inquadramento generale dei fenomeni, descrivendo le conseguenze immediate e le azioni dei giorni seguenti per far fronte al disastro generalizzato. Seguono l’analisi delle cause idrogeologiche e l’indicazione delle responsabilità umane all’origine della scarsa manutenzione del suolo, dei boschi e dei corsi d’acqua su cui si abbatterono le enormi quantità di pioggia concentrate in un lasso di tempo assai ristretto. Viene quindi proposta, sotto forma di narrazione o di cronaca, la rievocazione di scenari, episodi, ricordi e dettagli riferiti alle varie località della media e alta Valle che dovettero subire la furia degli elementi, senza trascurare il doloroso ricordo delle cinque giovani vittime. Chiude l’opera una veloce rassegna dei principali aspetti della ricostruzione nei vari paesi con l’indicazione dei lavori attuati, dei relativi costi e dei contributi pubblici assegnati.

Mostra: Teresa Giupponi, ritorno alle origini con l’arte

Si è aperta venerdì 13 luglio 2017 nelle sale mostre di Casa Ceresa a San Giovanni Bianco, per iniziativa del locale Comune, del Centro Storico Culturale Valle Brembana e della Fondazione Leiser- Giupponi (con sede a Sala Capriasca – Svizzera), la mostra “TERESA GIUPPONI. RITORNO ALLE ORIGINI CON L’ARTE”, dedicata a Teresa Giupponi (1922-1993), artista svizzera di origini sangiovannesi, maestra dell’astrattismo geometrico. La mostra, per la quale è stato realizzato un catalogo, propone una cinquantina tra dipinti e sculture di Teresa Giupponi, realizzati a partire dalla metà del Novecento nel solco della grande arte europea di questo fecondo periodo. Teresa Giupponi torna così idealmente alla sua terra, dalla quale partì nella seconda metà dell’Ottocento l’antenato Antonio, costretto all’emigrazione come tanti suoi concittadini. L’artista può essere annoverata nella schiera dei personaggi di origini brembane che seppero imporsi all’attenzione del mondo culturale, acquisendo notorietà lontano dalla patria. Questa connotazione varrebbe da sola a giustificare l’allestimento della mostra nella prestigiosa cornice di Casa Ceresa, ma non va trascurato il ruolo che può essere assegnato all’artista di trait d’union tra il modo culturale brembano e la grande arte internazionale del Novecento. Gli anni in cui l’artista produsse le sue opere furono infatti caratterizzati da un grande fermento di ricerca e creatività e Teresa si inserì in tale contesto, mutuando dai grandi esponenti dell’astrattismo le influenze sulle quali seppe costruire il proprio percorso personale, ben definito e individuabile, sia nella produzione pittorica, sia in quella scultorea.

Omaggio ai pittori Santacroce

È stato presentato sabato 6 maggio 2017, nella chiesa parrocchiale di Santa Croce gremita di pubblico, il volume “I Santacroce, una famiglia di pittori del Rinascimento a Venezia”, che raccoglie gli Atti dell’omonimo convegno svoltosi a San Pellegrino Terme il 15 ottobre 2016. Per l’occasione sono intervenuti due qualificati studiosi di storia dell’Arte rinascimentale: Renata Stradiotti, che ha illustrato il contenuto del volume, e Giovanni Carlo Federico Villa, che ha trattato il tema dei rapporti tra i Santacroce e la grande pittura veneta. Nel contesto della manifestazione è stato inaugurato il nuovo organo della parrocchiale con intermezzi musicali eseguiti da don Ugo Patti. Durante la giornata alcuni madonnari e artisti locali hanno reso omaggio ai Santacroce riproducendo le loro opere. Le iniziative dedicate ai pittori Santacroce sono state organizzate dal Centro Storico Culturale Valle Brembana e dalla Fondazione Bernareggi di Bergamo, con il patrocinio del Comune di San Pellegrino Terme e della Parrocchia di Santa Croce. Animatore entusiasta e infaticabile del progetto è stato Adriano Avogadro, che per mesi ha percorso diversi paesi europei alla ricerca delle opere dei suoi illustri compaesani, componendo un minuzioso regesto di alcune centinaia di tavole e tele, contribuendo a fare ordine nell’intricato campo delle attribuzioni e a restituire una precisa identità ai singoli componenti del gruppo.

Il volume degli Atti, edito da Silvana editoriale, raccoglie i seguenti saggi:

Ritorno ai Santacroce di Simone Facchinetti

I Santacroce e l’Adriatico orientale di Ivana C apeta Rakic´

I Santacroce, un secolo di pennelli per Venezia, di Giovanni C.F. Villa

L’Annunciazione di Francesco di Simone da Santacroce. Notizie dagli archivi dell’Accademia Carrara, di Paolo Plebani

Giuseppe Giupponi. Un uomo libero e la sua gente

È stato presentato lo scorso 24 aprile 2017 a San Giovanni Bianco il libro “Un uomo libero e la sua gente” dedicato a Giuseppe Giupponi Fuì, scomparso lo scorso 29 giugno. Il corposo volume, realizzato dal Centro Storico Culturale Valle Brembana, in collaborazione con la sezione brembana dell’ANPI, il patrocinio del Comune di San Giovanni Bianco, il contributo del Consorzio BIM e del Sindacato SPI-CGIL e con la collaborazione della famiglia, ha per sottotitolo “Storie di persone e luoghi tra San Giovanni Bianco e la Valle Brembana” e si propone di ricordare la figura e l’opera del Fuì, già partigiano, uomo politico, amministratore del Comune di San Giovanni Bianco, della Comunità Montana Valle Brembana e della Provincia di Bergamo, oltre che studioso di storia locale. Il libro si avvale della prefazione dell’on. Pia Locatelli e raccoglie nella parte iniziale una serie di ricordi e testimonianze sulla figura delle scomparso “Fuì”, che ne illustrano la personalità e l’operato nei vari settori in cui fu impegnato. Segue una corposa antologia dei suoi scritti che coprono un arco di tempo compreso tra l’inizio degli anni Ottanta del Novecento e il 2015 e che forniscono un’immagine vivace e appassionata della vita di San Giovanni Bianco e della Valle Brembana, fatta di ricordi, rievocazioni e affettuosi bozzetti di personaggi che hanno costellato la storia locale di quegli anni.

Le borse di studio per tesi di laurea sulla Valle Brembana

Si è svolta sabato 25 marzo 2017 alla Green House di Zogno la consegna delle Borse di Studio ai laureati che hanno partecipato al concorso per tesi di laurea o prove finali triennali dedicate alla Valle Brembana. Le Borse di studio, messe in concorso dal Centro Storico Culturale Valle Brembana con il patrocinio e la collaborazione della Comunità Montana Valle Brembana, erano dedicate alla memoria del prof. Felice Riceputi, storico della Valle Brembana e già presidente del Centro Storico Culturale. Sono stati 24 gli elaborati ammessi, 14 tesi magistrali, di cui 2 in lingua inglese, e 10 prove finali triennali. Gli elaborati, presentati in duplice copia, andranno ad incrementare il patrimonio librario del Centro Storico Culturale e della Comunità Montana e saranno messe a pubblica disposizione. La giuria, composta dai proff. Ermanno Arrigoni, Lorenzo Cherubelli, Alberto Giupponi e Wanda Taufer, con la consulenza della dott.ssa Simona Gentili per le tesi presentate in lingua inglese, ha rilevato che si tratta di elaborati dedicati ad argomenti assai diversificati e tra loro non omogenei per contenuto, tecnica e forma espressiva, per cui non è stato agevole formulare un giudizio organico e uniforme. Ha ritenuto quindi di privilegiare l’aspetto relativo alla significatività degli stessi in ordine alla conoscenza della Valle Brembana. Ha infine stilato la graduatoria di merito, assegnando borse di studio sotto forma di buoni acquisto di materiale didattico ai primi tre classificati di ogni categoria, oltre a menzioni speciali e contributi di partecipazione, per un montepremi di tremila euro.

Presentata la 15ª edizione dei Quaderni Brembani

Il Museo della Valle di Zogno ha accolto sabato 26 novembre 2016 un centinaio di soci del Centro Storico Culturale Valle Brembana, convenuti per la presentazione del quindicesimo numero di QUADERNI BREMBANI. Ha introdotto la riunione il Presidente del Centro Storico, Tarcisio Bottani, il quale ha illustrato l’attività svolta dall’Associazione nel corrente anno, sottolineando alcune iniziative di rilievo quali l’esecuzione della prima fase del calco del masso della Val Camisana recante centinaia di incisioni ed iscrizioni di varie epoche storiche e il Convegno sui Pittori Santacroce, al cui animatore, Adriano Avogadro, è stato consegnato un omaggio per l’impegno profuso nell’organizzazione dell’evento, gratificato da un grande successo. È seguita la sintesi degli oltre cinquanta articoli raccolti nel volume, proposta come di consueto da Arrigo Arrigoni, quindi i soci Umberto Chiesa e Sergio Fezzoli hanno ricordato la figura di Olga Mantovani, l’indimenticabile ostetrica di Serina, scomparsa da pochi giorni, della quale è presente un affettuoso profilo nell’Annuario. Dopo il saluto del presidente del Cai Alta Valle Brembana Andrea Carminati, ospite dell’incontro, sono state presentate le tesi di laurea e di maturità recensite nell’annuario. Hanno chiuso l’incontro gli interventi di alcuni autori che hanno illustrato i rispettivi testi.

Il calco del masso CMS1 della Val Camisana

Per iniziativa del Centro Storico Culturale e del Civico Museo Archeologico di Bergamo, e con il contributo e la collaborazione del Comune di Carona, nello scorso mese di settembre è stata ultimata la prima fase dell’esecuzione del calco del masso denominato Camisana 1 (CMS 1) della Val Camisana, in territorio di Carona, il più esteso e archeologicamente significativo tra quelli che si trovano nella vasta area alle pendici del Monte Aga e che sono oggetto da alcuni anni di indagini e studi specialistici. Il masso CMS1 ha la superficie di circa 30 mq e presenta una grande quantità di incisioni, eseguite nell’arco di circa 2500 anni. La realizzazione del calco di questo masso è di grande importanza, in quanto favorirà lo studio del monumento, rendendo possibile l’accesso allo stesso in qualsiasi momento dell’anno e abbatterà i costi di permanenza sul posto da parte dei ricercatori, mentre l’accesso all’originale sarà limitato a determinate esigenze di studio, come i controlli o le riprese fotografiche di dettaglio. In questa prima fase dei lavori è stata realizzata la matrice in negativo con la sua controforma (che previene la deformazione del negativo di silicone e permette la rimodellazione del positivo con gli stessi dislivelli originari della superficie del masso); il calco, che riprodurrà il masso in ogni suo dettaglio e nelle medesime dimensioni, verrà realizzato nel corso del 2017. Per il suo complesso palinsesto, il masso può essere considerato un monumento assolutamente unico e straordinario, sia nel quadro nazionale e internazionale dell’arte rupestre e sia per quanto riguarda l’epigrafia celtica d’Italia e d’Europa.

Convegno “I Santacroce, una famiglia di pittori del Rinascimento a Venezia”

I Santacroce, apprezzati e prolifici pittori di origine bergamasca attivi tra il XV e il XVI secolo, devono il loro nome alla frazione brembana di Santa Croce. Il legame che mantennero con San Pellegrino e con la Bergamasca, nonostante operassero principalmente a Venezia, è attestato dai documenti e dalla presenza di numerosi dipinti distribuiti sia nelle collezioni cittadine che sparsi sul territorio. A questi artisti e alla loro riscoperta e valorizzazione è stato dedicato un Convegno internazionale che si è svolto sabato 15 ottobre 2016 a San Pellegrino Terme, con la presenza di alcuni tra i più qualificati studiosi della storia dell’arte del Rinascimento. Il Convegno è stato organizzato dal Centro Storico Culturale Valle Brembana e dalla Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo e si è avvalso del patrocinio del Comune di San Pellegrino Terme e della Parrocchia di Santa Croce, oltre che del contributo di numerosi sponsor. Nella sala conferenze dell’Hotel Bigio, affollata di studiosi e appassionati di storia dell’arte si sono alternati i seguenti relatori: Ivana Capeta Rakic, docente del dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università di Spalato, che ha trattato il tema “I Santacroce sulla costa orientale dell’Adriatico”; Simone Facchinetti, conservatore del Museo Adriano Bernareggi, che ha parlato de “I Santacroce a Bergamo”; Paolo Plebani, conservatore dell’Accademia Carrara di Bergamo, che ha illustrato il quadro dell’Annunciazione di Spino, di Francesco di Simone da Santacroce. Ha chiuso il Convegno il dottor Adriano Avogadro, a cui va il merito di aver ideato l’iniziativa e di aver posto e basi per la sua realizzazione. Per motivi di salute non è potuto intervenire il professor Giovanni Carlo Federico Villa, docente di Storia dell’Arte Moderna e direttore del Centro di Ateneo di Arti Visive dell’Università di Bergamo che avrebbe dovuto parlare di “Francesco di Simone e compagni: i Santacroce, quattro generazioni in pittura”. L’intervento del prof. Villa verrà proposto in occasione della presentazione del volume degli Atti del Convegno, che conterrà i testi delle relazioni e le riproduzioni di numerose opere dei Santacroce, di cui si farà carico il Centro Storico Culturale e che sarà curato dal prof. Facchinetti. Ulteriori informazioni sui Santacroce si possono trovare sul sito http://www.convegno-santacroce.it

Alcaini. L’enigma della maschera

Il primo atto del programma di iniziative per ricordare Filippo Alcaini nel trentesimo anniversario della morte è stata la presentazione del volume e della mostra aventi per titolo “ALCAINI. L’ENIGMA DELLA MASCHERA”. Il volume, promosso dal Comune di Dossena e dal Centro Storico Culturale Valle Brembana, ripercorre l’itinerario umano ed artistico di Alcaini attraverso i saggi di Fernando Noris, Antonio Tarenghi, Francesco Coter, Tarcisio Bottani, corredati da un ricco apparato di immagini e da un cospicuo apparato critico e documentario. La mostra, curata da Antonio Tarenghi e allestita all’ex Biblioteca di Dossena, propone una vera e propria immersione nell’universo visionario e narrativo dei dipinti di Alcaini. La serata di presentazione di volume e mostra, coordinata dal prof. Gabrio Vitali, è stata gratificata da una straordinaria partecipazione di persone che non hanno dimenticato il grande artista dossenese; apprezzata la presenza di tanti giovani, desiderosi di approfondire la conoscenza di Alcaini e del suo messaggio.