La presentazione del libro “La fine del sogno. La Valle Brembana nella Grande Guerra”

In una sala gremita di pubblico si è svolta lo scorso sabato 23 maggio 2015, presso il teatro dell’Oratorio di San Giovanni Bianco, la presentazione del libro “La fine del sogno. La Valle Brembana nella Grande Guerra”. L’opera, realizzata dal Centro Storico Culturale in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, con la collaborazione di una quarantina di soci, risulta essere un’indagine approfondita sulle numerose e tragiche conseguenze della guerra sulle popolazioni della Valle Brembana, che non furono di certo risparmiate dalle drammatiche vicende belliche. Come ha evidenziato il presidente Tarcisio Bottani, che ha aperto l’incontro con il benvenuto da parte del sindaco di San Giovanni Bianco, Marco Milesi, e della Comunità Montana Valle Brembana, rappresentata dall’assessore Patrizio Musitelli, la scelta di intitolare la ricerca La fine del sogno, e di mantenere l’impostazione grafica e lo stile de Il sogno brembano, ha inteso sottolineare la continuità con questa fortunata opera edita dal Centro Storico nel 2006, che aveva scandagliato la Valle Brembana negli anni felici della belle époque. Si tratta di una continuità temporale, non certo situazionale, dal momento che a partire dal 1914 anche la Valle fu avvolta dalla spirale oscura da cui saprà liberarsi solo alcuni decenni più tardi. Con l’evento si è così tributato un doveroso omaggio al sacrificio dei quasi 1.200 giovani brembani caduti al fronte, ai tanti altri che rimasero feriti nel corpo e nell’anima e al dolore delle loro famiglie. Nel corso della serata, dopo la recensione sui vari contributi degli autori proposta da Arrigo Arrigoni, i soci Ombretta Fagioli e Gian Battista Gozzi hanno letto alcuni brani di lettere che i nostri soldati spedirono alle loro famiglie dal fronte. Questi documenti, in buona parte inediti, così come tante immagini dell’epoca, hanno ulteriormente arricchito il volume, che consta di ben 690 pagine e la cui pubblicazione è stata sostenuta dal contributo di quasi tutti i Comuni brembani, oltre che dalla Comunità Montana, dal Consorzio BIM, dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo, dall’Anteas Bergamo e da vari Gruppi Alpini. Tra un intervento e l’altro il Coro “Figli di Nessuno” ha eseguito vari canti della Grande Guerra, chiudendo solennemente la serata con l’Inno Nazionale.