LA VALLE BREMBANA IN 100 SCHEDE Cusio

PARROCCHIALE DI SANTA MARGHERITA

Architettura: sec. XVIII-XX. Dipinti: polittico di A. Previtali, 1517; tela di Pietro Damini da Castelfranco, sec. XVII; Battesimo di Gesù ritenuto di scuola del Ceresa, sec. XVII. Arredo: molte suppellettili in legno della bottega dei Rovelli, secoli XVII-XVIII.

L’edificio. La chiesa si trova al centro del paese, lungo la strada che porta al monte Avaro. Come molte parrocchie dell’alta valle fu legata per secoli alla diocesi di Milano. Fu ricostruita nel 1750 e ampliata, nel presbiterio e nel transetto, nel sec. XX. La facciata ha una bella finestra del ‘700 coperta dalle falde sporgenti del tetto.

I dipinti. Sembra incredibile che nell’ultimo paese della valle siano custodite alcune perle del patrimonio pittorico della provincia: tra gli altri emerge il Polittico di Andrea Previtali, uno dei più importanti artisti del ‘500 a Bergamo, con 5 tavole che rappresentano la Pietà e i Santi Giovanni Battista, Margherita, Ambrogio e Lorenzo; nell’ordine inferiore del polittico una scultura lignea più tarda. L’associazione di pittura e scultura nello stesso polittico, l’uso delle tavole piuttosto che della tela è segno che la committenza ha voluto mantenere un forte legame con la tradizione. Le tavole del Previtali sono state inserite nel ‘600 in un’ancona lignea molto bella e completate con la cimasa. Tra i Santi si noti la presenza di Ambrogio, patrono della diocesi di Milano, che mostra il flagello contro gli eretici (siamo ai primi del ‘500 agli inizi della Riforma protestante). Di particolare interesse iconografico il raro soggetto di Cristo irato, supplicato dalla Madonna e dai Santi Francesco e Domenico di Pietro Damini da Castelfranco, mentre piuttosto convenzionale è il Battesimo di scuola del Ceresa. Le sei storie di Giuseppe sulla volta sono affreschi del sec. XVIII.Una tela con Santa Maria Maddalena è firmata da Gian Antonio Baschenis.

L’arredo. Siamo a Cusio, la terra della bottega dei Rovelli, che hanno dato vita ad una bottega artistica di produzione di mobili e arredi di pregio; nella chiesa troviamo un bel ciborio dorato, gli stalli, l’ambone, il confessionale e molti armadi e cassettoni prodotti tra ‘600 e ‘700. Alcuni inserimenti contemporanei (altare, tabernacolo, lampada e seggio) ad opera dello scultore Elio Bianco mostrano, sia nella forma che nei materiali, come sia possibile inserire elementi di alta qualità estetica in un contesto antico. Tra i tessuti ecclesiastici una rarità: un paramento del ‘600 con piviale, stola e velo omerale in raso ricamato con filo d’oro di manifattura cinese, come si vede dal particolare soggetto dei draghi. L’organo è un Bossi del 1840.

Polittico di Santa Margherita di Andrea Previtali
ORATORIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Architettura: sec. XVI. Dipinti: affreschi di Cristoforo Baschenis il Giovane, 1583

L’edificio. Questa cappella è raggiungibile in 20 minuti con un sentiero che parte dalla parte alta del paese di Cusio, perciò sorge isolata in affascinante posizione panoramica. L’edificio è assai semplice, privo di qualsiasi decorazione all’esterno, con pianta ad aula e presbiterio a volte costolonate.

Gli affreschi. L’interesse del visitatore va agli affreschi interni, opera di Cristoforo Baschenis il Giovane (1560-1620), figlio di un fratello del più famoso Cristoforo il Vecchio, che gli fece da maestro. Cristoforo il Giovane risiedeva stabilmente nella frazione Colla di Santa Brigida. In questo oratorio ha dipinto le Storie della vita di San Giovanni Battista e Santi. Sull’arco trionfale è dipinta l’Annunciazione, sulla volta domina Dio Padre, dal volto familiare per la calvizie e la barba incolta; nella parte inferiore, in una struttura a costoloni dipinti a forma di ombrello, volano angioletti con strumenti del martirio, la cui festosità richiama le decorazioni profane di gusto prebarocco. Sulle pareti sono incorniciate le storie di San Giovanni: l’Annuncio a Zaccaria, la Visitazione, la Nascita del Battista, il Battesimo di Cristo, la Decollazione. Nelle quattro cornici arcuate d’angolo sono dipinte Santa Maria Maddalena, Santa Margherita, protettrice delle partorienti, San Francesco e Sant’Antonio. La qualità della pittura è modesta per l’impaccio e la fissità dei personaggi, per i colori limitati e il drappeggio, che fa sembrare di legno le figure, tuttavia l’insieme è vivace e gustoso per il gusto ingenuo e popolare e per il naturalismo di certi particolari, come l’ambiente domestico nella Nascita di Giovanni.

Affreschio di Cristoforo III Baschenis il Vecchio nella chiesa di San Giovanni Battista