LA VALLE BREMBANA IN 100 SCHEDE Foppolo

CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA ASSUNTA

Architettura: sec. XVIII. Dipinti: pala del Cifrondi, sec. XVIII. Scultura: Deposizione del sec. XV e sculture lignee del sec. XVII.

L’edificio. La parrocchia di Maria Assunta ha origini cinquecentesche e forse anche più antiche. L’attuale assetto, necessitato, dice la tradizione, da una valanga distruttrice, è prevalentemente settecentesco. Abbellimenti, come stucchi e dorature, e restauri del ‘900 non hanno modificato la semplice e sobria struttura. E’ una piccola chiesa con tre altari: il maggiore è dedicato a San Maria Assunta; gli altri due, rispettivamente a Sant’Antonio abate ed alla Madonna del Rosario.

I dipinti, le sculture, gli arredi. Sopra la porta d’ingresso una pala con gloria di San Pietro attribuita ad Antonio Cifrondi, di discreta fattura. Anche le sculture lignee del ‘600, una statua dell’Assunta dipinta d’oro e due Santi, unitamente alla tribuna sono di buona mano artigianale. Un discorso a parte va fatto per il gruppo ligneo dell’altare di destra che rappresenta una notevole Deposizione di scuola tedesca del ‘400: si tratta di un’opera estranea alle tradizioni locali, pervenuta alla chiesa con una donazione in età moderna. Il gruppo di figure astanti sopra il corpo inarcato di Cristo è mosso da un comune sentimento di dolore trattenuto in una composta rassegnazione; le figure sono appiattite e bidimensionali, secondo il gusto tipicamente gotico. Anche in questa chiesa non mancano, come in molte chiese della bergamasca, arredi di interesse storico e artistico: reliquiari, croci, vasi portapalma, pianete e merletti,  custoditi nella sacrestia.

Deposizione di scuola tedesca del ‘400
FRAZIONE TEGGE, CASA D’ABITAZIONE

L’edificio. La casa del dipinto segnalato si trova su un sentiero che porta al passo di Tartano e poi in Valtellina; è uno delle più interessanti testimonianze figurative di fede e di cultura popolare della valle. Si trova sulla facciata di una casa in parte rovinata da interventi moderni, che hanno cancellato parzialmente la data, che però qualcuno ha riscritto in alto.

L’affresco. La conservazione del dipinto è dovuta alla sporgenza del tetto che lo ha protetto parzialmente dalle intemperie. L’affresco presenta due scene: a sinistra la Madonna di Loreto tra San Carlo e San Rocco, a destra Sant’Antonio abate, una decorazione vegetale con un uccellino che becca un grappolo d’uva e un angioletto. L’insieme presenta i caratteri tipici della pittura ingenua degli ex voto, che muta di poco i caratteri stilistici nel corso dei secoli. La Madonna sembra un’icona tardo bizantina, interpretata in chiave popolare, i Santi rappresentati testimoniano anche qui la presenza della peste: San Rocco con la piaga della malattia, San Carlo morto da appena 50 anni e già così importante da essere rappresentato con Santi di tradizione secolare. Da segnalare la scritta tra le due immagini: 1635 O TU CHE PASSI P QUESTA VIA SALUTERAI LA VER.NE MARIA P. AMOR DI DIO GUARDATEVI FRATELLI DAL BIASTEMARE ET DAL PARLARE DISONESTO ALTRAMENTRE EGLI VI…M DOMINICO DE SACTI F. F… DIVOTIO..ANNO 163…

Madonna di Loreto tra San Carlo e San Rocco, a destra Sant’Antonio abate