LA VALLE BREMBANA IN 100 SCHEDE Mezzoldo

CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Architettura: secoli XVII e XVIII. Dipinti: pala di Lattanzio da Rimini, 1505; pala con Sant’Antonio da Padova del Ceresa; varie tele secentesche; affreschi di G. Carnelli, fine sec. XIX. Arredi lignei: pulpito, confessionale, armadio della sacrestia, banco da parati, stalli del coro e fonte battesimale di A. Rovelli e bottega, 1692.

L’edificio. La chiesa ci appare improvvisamente, quasi nascosta, dopo una serie di tornanti prima dell’ingresso nel paese di Mezzoldo, in posizione isolata. La struttura dell’edificio è secentesca, ma il portico che la fiancheggia, così come avviene in molte chiese della valle, è precedente (inizi del ‘500), se è contemporaneo all’affresco votivo raffigurante la Madonna con Gesù Bambino, dipinto sulla parete sinistra; nel sagrato è stata collocata una antica acquasantiera. L’interno, secondo la tipica pianta barocca, è a navata unica con cappelle laterali.

La parrocchiale di Mezzoldo

I dipinti. Nel presbiterio luccicante di marmi e di tarsie barocche collocate tra ‘600 e ‘700 fa mostra di sé la pala di San Giovanni tra San Pietro e San Giovanni Evangelista, con la cimasa che rappresenta Cristo in pietà tra la Madonna e San Giovanni Evangelista: la tavola ci è giunta in pessimo stato di conservazione, ma è stata recuperata con un difficile restauro nel 1981. Assieme alla pala di San Martino della parrocchiale di Piazza Brembana è una rara testimonianza del pittore Lattanzio da Rimini, allievo di Giovanni Bellini a Venezia; per la data in cui è stata fatta (1505) è un’opera pienamente moderna, in cui il pittore ha abbandonato il fondo oro e il decorativismo gotico per mostrarci un paesaggio in prospettiva e, nelle figure, un naturalismo esaltato da una luce forte e limpida; molto bella la Pietà della cimasa i cui colori vivaci sono esaltati dal marmo nero dell’ancona. Tra i dipinti delle cappelle laterali un Sant’Antonio da Padova di Carlo Ceresa, con un’iconografia convenzionale riscattata dal naturalismo del volto del Santo e tre pale di pittori anonimi del ‘600, tutte costruite sullo schema piramidale tipico del secolo e incastonate in cornici marmoree.

L’arredo. Notevoli per l’alta qualità degli intagli e degli intarsi i mobili della sagrestia, il pulpito, il confessionale, il coro: sono tra le produzioni più alte della bottega dei Rovelli di Cusio; si ammiri anche il fonte battesimale in marmo nero sormontato da un prezioso ottagono intarsiato.

La pala di Lattanzio da Rimini