LA VALLE BREMBANA IN 100 SCHEDE Ubiale Clanezzo

CLANEZZO, PARROCCHIALE DI SAN GOTTARDO

Architettura: sec. XVIII. Dipinti: opere del sec XVII di F. Zucco, G.P. Cavagna, C. Ceresa; del sec XVIII di V.A. Orelli e G. Manzoni; resti di affreschi quattrocenteschi nella casa parrocchiale.

L’edificio. Bella la posizione della chiesa collocata nel borgo storico tra il Castello (oggi sede di ristorante) e il Brembo; si può arrivare al borgo a piedi dalla provinciale della Valle Brembana, attraversando il Brembo per mezzo dell’originale ponte pedonale e poi percorrere la suggestiva scalinata. Incantevole angolo “medievale” tra acqua, verde e antiche costruzioni.

I dipinti. Nella casa parrocchiale sono state messe in vista parti di affreschi appartenenti alla sacrestia dell’antica chiesa: un Cristo Pantocratore e angeli con i simboli degli Evangelisti.

La piccola chiesa contiene alcuni dipinti di rilievo tra ‘600 e ‘700: un Battesimo di Gesù che ricorda lo stile di Gian Paolo Cavagna, forse opera del figlio Francesco; un San Vincenzo Martire che chiede pietà alla Vergine e a Cristo di Francesco Zucco (1623), dove è visibile una bella rappresentazione di Bergamo alta con le mura venete e, sotto, un arioso edificio porticato, probabilmente un convento; un Sant’Antonio da Padova di Carlo Ceresa, secondo il suo tipico stile devozionale; i Misteri del Rosario all’altare omonimo, opera di Vincenzo Angelo Orelli, che in queste gustose rappresentazioni mostra le sue capacità di pittore rococò (dinamismo, colorismo, prevalenza di forme mosse ed aggraziate). La grande pala centrale con i Santi Gottardo e Antonio abate è opera del pittore Gioacchino Manzoni, che segna il passaggio dalla scuola veneta all’equilibrio e alla moderazione cromatica del Neoclassicismo (1805).

Arredo. Alcuni oggetti d’argento del ‘700, in particolare calici e incensieri, arricchiscono il patrimonio della chiesa.

LA CHIESA DEI SANTI BARTOLOMEO E BERNARDINO DI UBIALE

L’attuale edificio fu costruito nel 1738 ma si hanno testimonianze relative ad una chiesa precedente che dovrebbe risalire al 1360: viene citata infatti nel Nota ecclesiarum, un elenco voluto da Bernabò Visconti che indicava quali erano i tributi imposti e versati dalle chiese di Bergamo alla famiglia Visconti di Milano e alla chiesa di Roma, e successivamente anche negli atti della visita apostolica di San Carlo Borromeo che la visitò nell’autunno del 1575. Fu chiesa sussidiaria fino al 1775, quando ottenne il titolo di parrocchia dopo il distacco dalla chiesa di San Giacomo di Sedrina. Consacrata nel 1900 dal vescovo Guindani, che la intitolò anche a San Bernardino, vide solo in seguito la realizzazione di opere decorative all’interno dell’aula e l’elevazione della torre campanaria con la posa della cipolla ottagonale.

L’edificio si presenta esternamente con una facciata intonacata la cui sezione centrale è tripartita da quattro coppie di lesene che terminano con capitelli reggenti la trabeazione completa di timpano triangolare. Ai lati vi sono due sezioni di misura inferiore, ciascuna delle quali presenta un oculo centrale che porta luce alle navate. L’interno si sviluppa su tre navate unite da lesene, in stucco lucido con capitelli d’ordine corinzio, collegate alle arcate. La zona presbiteriale è a pianta rettangolare e preceduta da tre gradini in pietra, mentre il catino absidale ha copertura a volta. La chiesa conserva il dipinto di Vincenzo Angelo Orelli raffigurante la Sacra conversazione di Maria con i due santi patroni.