LA VALLE BREMBANA IN 100 SCHEDE Valleve

PARROCCHIALE DI SAN PIETRO E PAOLO

Architettura: costruita dall’architetto svizzero Antonio Bergio, 1720. Dipinti. tele sagomate di A. Cifrondi, 1730; due tele con l’Annunciazione e Sant’Antonio da Padova di C. Ceresa; diverse opere di G.P. Cavagna tra cui Sant’Antonio abate che fa da pala ad un altare; ai lati del presbiterio due grandi tele con l’Adorazione dei Magi e dei Pastori di G. Locati, sec. XVIII; altre tele anonime dipinte tra ‘600 e ‘700.

L’edificio. Sorge in posizione assai isolata, sostenuta da sostruzioni artificiali, prima del paese di Valleve per chi viene da Bergamo; a causa della collocazione sotto il monte Pegherolo è stato più volte investita da valanghe, anche recentemente. E’ stata progettata dall’architetto svizzero Antonio Bergio che la iniziò nel 1720, in periodo tardo barocco. All’esterno la costruzione è spoglia con un portico sul lato destro, all’interno presenta la consueta decorazione barocca.

La parrocchiale di Valleve

I dipinti. Un ciclo pittorico di Antonio Cifrondi costituito da 5 tele raffiguranti i Misteri gloriosi, a cornice lobata, è inserito nella volta; lo stile è quello tipico del ‘700: gli scorci sono arditi, la disposizione delle figure è dinamica, coerente con le forme dei telai, che alternando contorni curvi e dritti si dilatano e si restringono in un dialogo con le immagini rappresentate. Tra gli altri dipinti un capolavoro assoluto è l’Annunciazione di Carlo Ceresa, perché emblematica della cultura delle valli basata sulla devozione religiosa, manifestata nei gesti, nei volti e negli oggetti della vita quotidiana; il modello scelto per l’angelo è un giovane paesano che recita con impaccio la parte assegnatagli, la Vergine mostra un sentimento di devozione rassegnata: nulla di più anticlassico si potrebbe immaginare! Vicina al Cavagna è la tela di Sant’Antonio abate, su un altare ricco di marmi e lapislazzuli con sette piccoli ovali dipinti. Belle anche le due grandi tele dell’Adorazione dei Magi (1732) e dei Pastori (1735) di Giacomo Locati.

L’arredo. Per l’effetto barocco si noti la balaustra tra il presbiterio e i due altari laterali, le cantorie e il pulpito in legno. L’organo è un Bossi del 1858.

L’Annunciazione di Carlo Ceresa
L’ORATORIO DI SAN ROCCO

L’ORATORIO DI SAN ROCCO

Dipinti: tela con ancona del sec. XVII; tela di G.P. Cavagna degli inizi del sec. XVII; affreschi strappati

Sculture e arredi: tabernacolo; angeli reggicandela; sculture lignee di San Pietro e Paolo

L’edificio. A differenza della parrocchiale del paese, che sorge isolata, questa chiesetta è inserita nel centro storico del paese e si affaccia sulla suggestiva piazzetta centrale, su cui si affacciano gli altri edifici più antichi del paese. Questo oratorio era usato d’inverno, quando si rendeva difficile praticare la parrocchiale; anche oggi è usato per le celebrazioni feriali e invernali.

L’edificio presenta la semplicità delle chiese ad aula del ‘600, sull’architrave del portale è incisa la data di costruzione 16IHS53 (dove le tre lettere centrali sono l’abbreviazione del nome Gesù). L’edificio è stato usato come contenitore sicuro di opere provenienti da Cambrembo e dalla stessa parrocchiale.

I dipinti. Sulla parete sud si trova un’ancona lignea con colonne tortili e una tela di autore ignoto del ‘600 che ritrae la Madonna con bambino i Santi Rocco, Sebastiano, Nicola e Gottardo. Troviamo anche una tela di Gian Paolo Cavagna che rappresenta una Madonna del Rosario con San Domenico e un paesaggio sulla sinistra in basso che forse ritrae la parrocchiale di Valleve, da cui proviene questo dipinto. Sono stati portati in questo oratorio anche tre affreschi strappati dall’oratorio di Santa Elisabetta di Cambrembo, dove sono stati portati alla luce affreschi più antichi che si trovavano sotto questi; si tratta di un Angelo custode che conduce un fanciullo, di un San Giacomo apostolo e di un San Domenico tra i Santi Rocco e Filippo Neri.

Le sculture e l’arredo. Sempre provenienti dall’oratorio di Cambrembo sono due sculture di angeli reggicandela e il tabernacolo in legno intagliato e dorato a forma di tempietto. Allo stesso secolo appartengono una statua lignea di Sant’Antonio abate e un Crocifisso dipinto. Le due statue dei Santi Pietro e Paolo, patroni della parrocchiale, poste ai lati del presbiterio, si trovavano in una nicchia della facciata della parrocchiale, dove sono state sostituite da copie in bronzo.

La pala dell’oratorio di an Rocco
FRAZIONE CAMBREMBO, ORATORIO DI SANTA ELISABETTA O DELLA VISITAZIONE

Architettura: sec. XVII, con preesistenze del sec. XV. Dipinti: affreschi dal sec. XVI al XVII

Lungo la strada che da Valleve conduce a Foppolo si devia verso la località sciistica di San Simone; si incontra subito la frazione Cambrembo e, dopo alcuni tornanti, appare in bella posizione isolata la chiesetta della Visitazione o di Santa Elisabetta, oggi frequentata dai turisti e un tempo al servizio della popolazione locale dedita alla pastorizia nei mesi estivi.

L’edificio. Un antico oratorio esisteva fin dal ‘300 e gli affreschi interni testimoniano che parte delle murature appartengono ad un edificio più antico di quello attuale, che fu ricostruito nel sec XVII, così come appare nell’iscrizione sull’architrave del portale (1674). L’oratorio ha il tipico aspetto delle chiese più antiche presenti in valle: semplice facciata a capanna, pianta ad aula e campanile inserito all’interno della struttura muraria della chiesa stessa. All’interno lo spazio è suddiviso in due campate da un arcone in pietra squadrata.

I dipinti. Sulla parete di fondo a sinistra si vede una Madonna col Bambino tra San Sebastiano e Sant’Antonio e un’altra Madonna col Bambino a destra. Su un’altra parete è dipinta ancora una Madonna col Bambino dello stesso periodo (inizi sec. XVI): belli i costumi, ingenua e ripetitiva la resa di particolari come i visi, le mani e i piedi.

A nord si apre una cappella con un affresco che ritrae la Madonna del Rosario con il Bambin Gesù tra San Carlo e San Rocco (‘600); è interessante notare che sopra questo affresco era stato dipinto un altro affresco (vedi i segni delle scalpellature), che è stato tolto con la tecnica dello strappo e che attualmente è conservato nella chiesa di San Rocco di Valleve. Al centro della volta a botte del presbiterio è raffigurata la visita della Vergine ad Elisabetta, futura madre di San Giovanni Battista, Santa invocata nei periodi di siccità o troppo piovosi; anche in questo caso alcuni arredi come il tabernacolo e due angeli reggi candela sono stati portati nella chiesa di San Rocco a Valleve per motivi di sicurezza: infatti questo oratorio è stato oggetto di furti più volte. Nella piccola sacrestia è visibile un altro affresco con il Crocifisso. Una campana della chiesa porta la data 1542, una delle più antiche della valle.

La chiesa di Cambrembo