PARROCCHIALE DI SAN LORENZO
Architettura: ultimo quarto sec. XVIII su strutture preesistenti. Pittura: tele di Palma il Vecchio, inizi sec. XVI; di F. Cavagna, 1630; di E. Albricci, 1773 e V.A. Orelli, fine sec. XVIII; dipinti vari in sacrestia. Arredo: coro del 1788; mobili della sacrestia.
L’edificio. Si trova nella parte alta del paese dove anticamente sorgeva un castello; in cima al campanile svetta la monumentale statua in rame di San Lorenzo, che brilla come un’icona preziosa.
L’attuale chiesa fu costruita tra il 1770 e il 1798 in stile neoclassico, utilizzando parte delle strutture della chiesa quattrocentesca, testimoniate ad esempio dalla lunetta dipinta e dalla data incisa sull’architrave (2 maggio 1452) di una delle due porte del lato destro della chiesa, scoperte da un restauro moderno. La decorazione interna è di fine ‘800, ma gli affreschi sono precedenti (‘700).

I dipinti. Il dipinto più importante della chiesa è la pala del primo altare a destra dipinta ai primi del ‘500, che rappresenta l’Adorazione dei pastori ed è attribuita al grande pittore di Serina Palma il Vecchio; la tela è un esemplare di pittura veneta: il caldo cromatismo, il paesaggio, l’equilibrio classico della composizione ricordano Giorgione e Tiziano. Nella controfacciata, sopra la bussola, grande tela anonima del ‘600, ricca di spunti drammatici, con la Fuga in Egitto. Negli altri tre altari da notare a sinistra la pala di Francesco Cavagna (figlio del più noto Gian Paolo), dipinta nell’anno della peste (1630) con i tradizionali Santi protettori San Rocco e San Sebastiano. Nel presbiterio, dietro l’altare principale della chiesa, grande pala di Vincenzo Angelo Orelli (1785 circa) con la Madonna e i Santi Lorenzo, Marco e Marcelliano: le posizioni in diagonale, i colori vivaci e le pose enfatiche esaltano il gusto tardo barocco del pittore ticinese, presunto autore anche degli affreschi della volta; ancora nel presbiterio si possono vedere gli affreschi di Enrico Albricci (1773), noto come pittore di comiche “bambocciate”, che qui si propone come pittore neoclassico.

La scultura. Nel secondo altare a sinistra c’è un bel crocifisso ligneo del ‘600. Le sculture degli Apostoli che ornano la navata sono dello stesso Francesco Albera che a fine ‘800 ha ideato la statua di San Lorenzo in cima al campanile.
L’arredo. Tra gli arredi lignei: il coro intagliato nel 1788, i confessionali e la bussola dell’ingresso principale, tutte opere della famiglia di scultori zognesi detti i “Marina”. L’organo è un Bossi del 1908. Anche la sacrestia è ricca di pezzi interessanti: tele, affreschi strappati, mobili antichi tra i quali un bellissimo armadio con cassettiere del ’600.
FRAZIONE ENDENNA, PARROCCHIALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
Architettura: ricostruzione del 1848, con preesistenze del sec. XV. Dipinti: trittico anonimo di San Bernardino, sec. XV; tracce di affreschi esterni, sec. XVI.Scultura: bassorilievo di fine sec. XV; statua dei Fantoni, sec. XVII. Arredo: tribuna dell’altare maggiore, secoli XVI-XVII
L’edificio. L’antica chiesa medievale è visibile nel portale a fasce, di gusto gotico; l’edificio è stato rifatto nell’800 in stile neoclassico. Tracce di affreschi sono state recuperate nella porzione di edificio che fronteggia il campanile: un angelo annunciante e figure di Santi nel sottarco.
I dipinti. Su una parete laterale c’è un’opera rara, è il Trittico di San Bernardino, originale tavola lignea di fine ‘400: al centro la figura di San Bernardino, dipinta su un fondo dorato, decorato con cornice intagliata a colonnine tortili, foglie, guglie e stemma raggiato; ai lati l’Annunciazione e Sant’Antonio abate e San Sebastiano in basso. Il dipinto è stato variamente attribuito a pittori locali (forse i Marinoni di Albino) o ad una bottega senese; lo stile è arcaico, ancora gotico, per la presenza dell’oro, per la staticità delle figure, per l’insistenza sul volto scavato di San Bernardino. Nella sacrestia una bella tela di una Pietà firmata dal veneto Nicola Grassi.
La scultura e l’arredo. Originale bassorilievo in alabastro del ‘400-‘500, che rappresenta un’Adorazione dei Magi; da ammirare anche un bel Crocifisso attribuito a un certo Zambelli e una statua dell’Immacolata dei Fantoni (1670). Capolavoro di scultura in legno è la tribuna dell’altare maggiore dove si intrecciano decorazioni vegetali, colonnine tortili, nicchie figure di Santi e angioletti, in un tripudio di oro e colori barocchi. L’organo è un Serassi del 1844.

FRAZIONE GRUMELLO DE’ ZANCHI, PARROCCHIALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
Architettura: dal sec. XV al sec. XVII. Dipinti: tavole di V. Carpaccio, inizi sec. XVI; pala centrale di L. Bassano, fine sec. XVI; due tele di A. De Pieri detto lo Zoppo vicentino, 1725; affresco di V.A. Orelli, sec. XVIII
L’edificio. La costruzione è frutto di stratificazioni successive che vanno dal 1454 (data incisa sul portale laterale) al 1924, quando fu costruito il portico esterno. Prevale comunque l’intervento settecentesco, testimoniato dalla data 1724, incisa sul portale e dalla decorazione interna della chiesa.
I dipinti. La chiesa possiede una dotazione eccezionale di tele, in particolare, sull’altare nella parete sinistra, cinque tavole di Vittore Carpaccio, un unicum per la nostra provincia del grande pittore veneziano; si tratta di ciò che resta di un polittico smembrato con i Santi Giacomo e Giovanni Evangelista al centro, Dio Padre nella lunetta in alto e San Girolamo e Sant’Antonio abate in basso: è pittura di altissima qualità nell’atteggiamento delle due figure monumentali, improntate a un senso di sospesa meditazione e di forte senso plastico, e nell’intenso naturalismo dei paesaggi dei due Santi eremiti. La pala centrale con la Madonna del Rosario, San Domenico e papa Pio V è firmato da Leandro Bassano, altro protagonista della pittura veneziana tra fine ‘500 e ‘600; sempre nel coro due piccole tavole con Sant’Antonio abate, che tiene in mano il fuoco e Sant’Antonio da Padova, attribuite alla bottega di Palma il Vecchio. Lungo le pareti della navata due bellissime tele di Antonio De Pieri detto lo Zoppo, opere ricche di effetti scenografici e cromatici tipicamente veneti. Nella volta della sacrestia un originalissimo affresco di Vincenzo Angelo Orelli, che raffigura le allegorie delle Virtù su una mongolfiera, singolare sintesi “illuminista” tra spirito progressista e tradizione!
Arredo. L’organo è un Serassi del 1789. Tra gli arredi preziosi si noti una croce astile con elementi figurati datata 1559. Nella attigua chiesetta un pulpito seicentesco ospita un piccolo dipinto di Bartolomeo Litterini (1717).

FRAZIONE POSCANTE, PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Architettura: sec. XIX. Dipinti: affreschi nella cappella del Carmine,sec. XV; dipinti anonimi dei secoli XVII e XVIII; tela di F. Cavagna, sec. XVII; pala centrale di V.A. Orelli, sec. XVIII
L’edificio. L’esistenza di una chiesa quattrocentesca è testimoniata dalla data 27 aprile 1498, incisa sul basamento del campanile. L’edificio attuale fu costruito a metà ‘800, in stile neogotico; la facciata è moderna.
I dipinti. Si possono ammirare una serie di tele seicentesche, alcune anonime, altre di autori certi: il Battesimo di Gesù è opera di Francesco Cavagna, detto il Cavagnolo, la tela centrale, con San Giovanni Battista e i Santi Pietro e Andrea, è opera di Vincenzo Angelo Orelli, pittore ticinese tra rococò e neoclassicismo. Gli altri dipinti e gli affreschi sono moderni. Nella vicina cappella del Carmine si trova un affresco strappato che ritrae la Madonna col Bambino di stile tardo gotico e due dipinti settecenteschi del veneziano Gian Nicola Grassi, con forti effetti di luce e tagli diagonali di gusto tiepolesco.
Arredo. Notevole la dotazione di oggetti preziosi tra cui calici d’argento, lampade e candelieri in bronzo del ‘500 e ‘600 e abiti ecclesiastici del ‘600 e ‘700.

FRAZIONE STABELLO, PARROCCHIALE DI SANTO STEFANO
Architettura: sec. XVIII. Dipinti: varie tele dei secoli XVII e XVIII. Arredo: arredi lignei del sec. XVII; notevole dotazione di manufatti preziosi
L’edificio. La chiesa si trova nel centro della frazione, seminascosta dalle case che la circondano.La costruzione attuale, in stile neoclassico, è opera del ‘700 con restauri dell’800 e decorazioni del ‘900; una croce in pietra assai primitiva, murata presso il portale sinistro della chiesa, testimonia una presenza antica, forse un oratorio. Sappiamo comunque che una chiesa esisteva a Stabello già nel ‘400.
I dipinti. La decorazione della chiesa è opera moderna, ma sono presenti anche molte opere del ‘600, tra cui una Pietà e una Madonna della cintura. Del secolo successivo c’è una Madonna del Rosario del veronese Pio Piatti, una Madonna che consegna la veste a Simone Stock, un’Adorazione dei pastori e un Transito di San Giuseppe.
L’arredo. La chiesa ha una ricca dotazione di arredi lignei: un bellissimo armadio in sacrestia, gli stalli del coro, il pulpito intagliato e intarsiato. Da notare anche la vasca battesimale e il lavabo in sacrestia: tutte opere del ‘600. Notevole anche la dotazione di paramenti sacri e di manufatti preziosi: reliquiari, candelieri, turiboli, carteglorie, un messale con guarnizioni d’argento del 1705, calici e vassoi in argento del ‘600 -‘700; tra gli abiti ecclesiastici: pianete del ‘600, ricamate e intessute. L’organo è un Serassi del 1886.

