La Via Mercatorum tra Sedrina, Dossena, Cornello dei Tasso e San Giovanni Bianco

LA VIA MERCATORUM TRA SERINA, DOSSENA, CORNELLO DEI TASSO E SAN GIOVANNI BIANCO

di Autori Vari
Corponove, Bergamo, 2019

Come indicato in copertina, si tratta di una guida storico-culturale, redatta in italiano e inglese, che costituisce uno degli elementi qualificanti del progetto “Asset” imperniato, più in generale, sull’allestimento di un itinerario culturale, naturalistico e turistico lungo la Via Mercatorum, da Serina a Cornello dei Tasso, promosso dal Distretto del Commercio della Valle Brembana e realizzato dal Centro Storico Culturale in collaborazione con il Polo culturale Mercatorum e Priula, l’Associazione Oter, la Cooperativa I Raìs di Dossena, l’Associazione Miniere di Dossena e il Gruppo Giovani Dossena.

La guida, corredata da cartine che illustrano nel dettaglio l’itinerario (ripartito in tre vari settori: da Serina a Dossena, da qui a Cornello dei Tasso e quindi a San Giovanni Bianco) accompagna l’ipotetico visitatore lungo l’antica via, illustrando le caratteristiche del tracciato e gli aspetti ambientali e storico-culturali che ne costituiscono la principale attrattiva, senza trascurare le offerte di tipo ricettivo che sono proposte dagli operatori dei vari paesi. Il percorso è documentato da uno specifico corredo fotografico che intende valorizzare in particolare i luoghi storici e le opere d’arte di cui sono ricchi gli edifici religiosi dei vari paesi.

La passione del collezionista

LA PASSIONE DEL COLLEZIONISTA.
Mostra della raccolta d’arte di Giuseppe Giupponi “Fuì”

Catalogo della mostra.
Corponove, Bergamo, 2019

A tre anni dalla scomparsa d Giuseppe Giupponi, i figli Giovanna e Luca hanno promosso l’allestimento nelle sale di Casa Ceresa di San Giovanni Bianco di una mostra di opere pittoriche della sua ricca collezione, che comprende i migliori artisti bergamaschi del Novecento e alcune firme di livello nazionale. La mostra, curata dal socio Antonio Tarenghi, si è avvalsa del patrocinio del Comune di San Giovanni Bianco e della collaborazione dell’ANPI Valle Brembana e del nostro Centro Storico Culturale: queste stesse istituzioni nel 2017 avevano realizzato il libro dal titolo Giuseppe Giupponi. Un uomo libero e la sua gente, dedicato alla sua giovanile esperienza partigiana, alla professione di insegnante, all’impegno politico e amministrativo e alla passione per la ricerca storica e per la scrittura.

Con questa mostra viene colmato un vuoto significativo nella conoscenza della poliedrica personalità di Giupponi: la cultura del bello e l’attenzione alla creatività artistica. La mostra ha inoltre consentito di reperire le risorse finalizzate all’indizione, da parte della famiglia, di borse di studio rivolte agli studenti di San Giovanni Bianco per ricerche sul tema della Resistenza, iniziativa che si terrà nel corrente anno scolastico.

Una valle di emigranti

UNA VALLE DI EMIGRANTI

di Eleonora Arizzi, Giacomo Calvi, Diletta Monaci, Chiara Delfanti
Unità Pastorali dell’Alta Valle Brembana, 2019

Anche quest’anno le Unità Pastorali dell’Alta Valle Brembana hanno chiesto al Centro Storico Culturale Valle Brembana di curare la redazione dei testi del consueto numero monografico estivo del bollettino parrocchiale “L’Alta Valle Brembana”. La realizzazione testuale e iconografica è stata affidata a un gruppo di soci: Mino Calvi (coordinatore), Eleonora Arizzi, Diletta Monaci, Chiara Delfanti.

Il tema, concordato con la Redazione del bollettino, è stato l’emigrazione: un argomento assai impegnativo, se si considera che la Valle Brembana, e in particolare la sua parte più settentrionale, è stata da sempre terra di emigranti, fenomeno accentuatosi con l’Unità d’Italia e l’avvio dell’industrializzazione nazionale che ha messo in crisi la tradizionale economia di sussistenza delle nostre popolazioni. Non va però trascurato il fatto che accanto a tanti emigranti generici, il fenomeno ha portato fuori Valle anche persone capaci di professionalità, di competenze lavorative, di intelligenza pratica, che in molti casi ha fatto sì che, emigranti per bisogno, diventassero tecnici ricercati, professionisti ed artisti di livello, che l’Alta Valle dovrebbe sempre ricordare, riconoscere e di cui andare orgogliosa. Malghesi, maestranze del ferro, artisti, imprenditori e commercianti hanno spesso fatto fortuna lontano da casa, contribuendo a tenere alto il nome della loro Valle.

Teresa Giupponi

TERESA GIUPPONI.
Ritorno alle origini con l’arte

Catalogo della mostra. San Giovanni Bianco “Casa Ceresa”
Corponove, Bergamo, 2018

È il catalogo della mostra dell’artista svizzera di origini sangiovannesi Teresa Giupponi (1922-1993) tenutasi a “Casa Ceresa” di San Giovanni Bianco dal 13 al 29 luglio 2018 per iniziativa del locale Comune e del Centro Storico Culturale, in collaborazione con la Fondazione Leiser-Giupponi che opera per valorizzare le figure di Teresa Giupponi e di suo marito Willy Leiser.

La mostra ha proposto una cinquantina tra dipinti e sculture di Teresa Giupponi, realizzati a partire dalla metà del Novecento nel solco della grande arte europea di quegli anni e quindi nettamente improntati all’astrattismo.

Il catalogo si apre con il saggio di Dalmazio Ambrosioni dal titolo “Il canto libero di Teresa Giupponi”, seguito dalla riproduzione delle opere esposte in mostra e si chiude con il saggio di Marino Lepori che propone “Note per la storia della famiglia Giupponi emigrata in Svizzera”.

Teresa Giupponi, esponente di spicco del mondo artistico elvetico della seconda metà del Novecento, può essere annoverata nella schiera dei personaggi di origini brembane che seppero imporsi all’attenzione del mondo culturale, acquisendo notorietà lontano dalla patria. La mostra è stata una sorta di collegamento tra il modo culturale brembano e la grande arte internazionale del Novecento.

La scuola in Alta Valle

LA SCUOLA IN ALTA VALLE

di Eleonora Arizzi, Giacomo Calvi, Diletta Monaci, Lucia Reguzzi
Vicariato parrocchiale Alta Valle Brembana, 2018

Il consueto numero monografico estivo del bollettino parrocchiale “L’Alta Valle Brembana” è stato curato quest’anno dal Centro Storico Culturale che ne ha affidato la realizzazione testuale e iconografica a un gruppo di soci dell’alta Valle: Mino Calvi (coordinatore), Eleonora Arizzi, Diletta Monaci, Lucia Reguzzi.

Il tema, concordato con la Redazione del bollettino, è stato la storia della scuole in Alta Valle.

Questo tema era già stato trattato nel numero monografico del 1996, ora si è voluto presentare la storia dello sviluppo scolastico in valle per sottolineare quanto il problema scuola sia stato qualificante della comunità, che ha identificato per tanto tempo l’educazione e l’istruzione scolastica con la formazione cristiana delle comunità stesse.

L’attenzione dei redattori è partita dall’istruzione nel periodo della dominazione veneta, quando non esistevano le strutture pubbliche e alla formazione culturale dei ragazzi sopperivano in buona parte le parrocchie e i sacerdoti volonterosi. La trattazione esamina quindi i cambiamenti di inizio Ottocento, con l’avvio della scuola pubblica voluta dai governi francese e austriaco, e segue l’evoluzione scolastica dopo l’unità d’Italia. Una sezione specifica è dedicata al collegio di Valnegra che ha svolto un ruolo fondamentale nell’istruzione dell’alta Valle e non solo.

La furia del Brembo

LA FURIA DEL BREMBO.
Documenti, testimonianze e immagini sull’alluvione del 18 luglio 1987

a cura del Direttivo del Centro Storico Culturale Valle Brembana
Corponove, Bergamo, 2017

Il libro è stato realizzato dal Centro Storico Culturale Valle Brembana, con il patrocinio e la collaborazione della Comunità Montana Valle Brembana e il contributo del Consorzio B.I.M. e di una ventina di comuni, in occasione del 30° Anniversario dell’alluvione del 18 luglio 1987. Accanto alla descrizione dei fenomeni e alle testimonianze di chi li visse direttamente, il volume contiene una sintesi dei lavori di ricostruzione e un corposo apparato di immagini, anche inedite, messe a disposizione da vari fotografi della Valle.

L’esposizione si apre con la cronaca concisa dei fatti tratta da Storia della Valle Brembana. Il Novecento di Felice Riceputi, che delinea l’inquadramento generale dei fenomeni, descrivendo le conseguenze immediate e le azioni dei giorni seguenti per far fronte al disastro generalizzato.

Seguono l’analisi delle cause idrogeologiche e l’indicazione delle responsabilità umane all’origine della scarsa manutenzione del suolo, dei boschi e dei corsi d’acqua su cui si abbatterono le enormi quantità di pioggia concentrate in un lasso di tempo assai ristretto.

Viene quindi proposta, sotto forma di narrazione o di cronaca, la rievocazione di scenari, episodi, ricordi e dettagli riferiti alle varie località della media e alta Valle che dovettero subire la furia degli elementi, senza trascurare il doloroso ricordo delle cinque giovani vittime.

Chiude l’opera una veloce rassegna dei principali aspetti della ricostruzione nei vari paesi con l’indicazione dei lavori attuati, dei relativi costi e dei contributi pubblici assegnati.

I Santacroce, una famiglia di pittori del Rinascimento a Venezia

I SANTACROCE, UNA FAMIGLIA DI PITTORI DEL RINASCIMENTO A VENEZIA

di AA.VV.
Silvana Editoriale, 2017

Il volume raccoglie gli Atti dell’omonimo Convegno svoltosi a San Pellegrino Terme il 15 ottobre 2016 e in particolare le seguenti relazioni: Ritorno ai Santacroce di Simone Facchinetti; I Santacroce e l’Adriatico orientale di Ivana Čapeta Rakić; I Santacroce, un secolo di pennelli per Venezia, di Giovanni C.F. Villa; L’Annunciazione di Francesco di Simone da Santacroce. Notizie dagli archivi dell’Accademia Carrara, di Paolo Plebani.

L’edizione del volume conclude la prima parte delle iniziative dedicate ai pittori Santacroce organizzate dal Centro Storico Culturale Valle Brembana e dalla Fondazione Bernareggi di Bergamo, con il patrocinio del Comune di San Pellegrino Terme e della Parrocchia di Santa Croce, allo scopo di approfondire la conoscenza e incrementare la valorizzazione di questi artisti che hanno lasciato centinaia di opere di gran pregio, conservate nelle chiese e nei musei di tutto il mondo e anche nella provincia bergamasca.

La pubblicazione degli Atti, oltre a chiarire vari aspetti della personalità artistica dei Santacroce, consente di inquadrare la loro produzione nel contesto della grande pittura veneta del Rinascimento. L’opera fornisce anche una panoramica distintiva dei rapporti tra questi pittori accomunati dalle medesime radici brembane e, grazie all’alto livello culturale degli studiosi coinvolti, costituisce la base di partenza per auspicabili futuri studi.

Un uomo libero e la sua gente

UN UOMO LIBERO E LA SUA GENTE

di Giuseppe Giupponi
Centro Storico Culturale Valle Brembana – ANPI Valle Brembana
Corponove, Bergamo, 2017

Il corposo volume, realizzato dal Centro Storico Culturale, in collaborazione con la sezione brembana dell’ANPI, con il patrocinio del Comune di San Giovanni Bianco, il contributo del Consorzio BIM e del Sindacato SPI-CGIL e con la collaborazione della famiglia, ha per sottotitolo “Storie di persone e luoghi tra San Giovanni Bianco e la Valle Brembana” e si propone di ricordare la figura e l’opera dello scomparso socio Giuseppe Giupponi “Fuì”, già partigiano, uomo politico, amministratore del Comune di San Giovanni Bianco, della Comunità Montana Valle Brembana e della Provincia di Bergamo, oltre che studioso di storia locale.

Il libro si avvale della prefazione dell’on. Pia Locatelli e raccoglie nella parte iniziale una serie di ricordi e testimonianze sulla figura dello scomparso “Fuì”, che ne illustrano la personalità e l’operato nei vari settori in cui fu impegnato. Segue una corposa antologia dei suoi scritti che coprono un arco di tempo compreso tra l’inizio degli anni Ottanta del Novecento e il 2015 e che forniscono un’immagine vivace e appassionata della vita di San Giovanni Bianco e della Valle Brembana, fatta di ricordi, rievocazioni e affettuosi bozzetti di personaggi che hanno costellato la storia locale di quegli anni.

Filippo Alcaini. L’enigma della maschera

FILIPPO ALCAINI.
L’enigma della maschera

di AA.VV.
a cura del Comune di Dossena e del Centro Storico Culturale Valle Brembana
Grafica e Arte, Bergamo, 2016

In occasione dei trent’anni della morte di Filippo Alcaini il Comune di Dossena e il Centro Storico Culturale Valle Brembana si sono fatti promotore di questa pubblicazione che ha inteso raccogliere e ordinare tutta la documentazione relativa all’attività dell’artista dossenese scomparso nel 1986.

Il volume si apre con un saggio critico di Fernando Noris e prosegue con il catalogo della mostra organizzata per l’occasione e curata dal nostro socio Antonio Tarenghi. La seconda parte dell’opera, curata direttamente dal Centro Storico sotto il titolo “Filippo Alcaini. L’uomo e l’artista, antologia critica” propone quanto è stato scritto negli anni dai critici, dagli storici e da chi ebbe rapporti con Alcaini nei vari campi della sua poliedrica attività culturale, come pittore e scultore, amministratore comunale, animatore delle mascherate e dei murales dossenesi, docente, poeta… Una serie di ricordi e testimonianze post mortem e di contributi più recenti chiudono questa sezione che comprende anche un dettagliato regesto biografico. Chiude l’opera un’appendice dedicata a Dossena e alle immagini attuali e d’epoca attinenti alla figura di Alcaini. A corredo del volume la riproduzione a colori della trentina di opere esposte in mostra e altrettante immagini di opere significative della sua vasta produzione.

La fine del sogno

LA FINE DEL SOGNO.
La Valle Brembana nella Grande Guerra

di AA.VV.
Centro Storico Culturale Valle Brembana “F. Riceputi”
Corponove, Bergamo 2015

Realizzata in occasione del Centenario della Grande Guerra, grazie alla collaborazione di una quarantina di soci del Centro Storico Culturale, l’opera raccoglie una serie di saggi dedicati ad aspetti specifici del coinvolgimento della Valle Brembana nella guerra: l’avvicinamento al conflitto, la mobilitazione generale con le dure conseguenze sulla vita quotidiana, il rimpatrio forzato, la contrapposizione tra interventisti e neutralisti, l’atteggiamento del clero, le requisizioni, la riconversione industriale ed agricola, la crisi del turismo, la presenza concreta della guerra sul territorio con la costruzione delle trincee lungo lo spartiacque orobico, il nuovo ruolo delle donne, i fratelli Calvi, gli esiti ugualmente tragici dell’epidemia di “spagnola”, l’esigenza di onorare la memoria dei caduti, la nascita delle Associazioni degli ex combattenti, le difficoltà dell’immediato dopoguerra.

La seconda parte presenta una serie di documenti e testimonianze, soprattutto lettere dal fronte, per lo più inedite, che ci prendono per mano, ci fanno fare la conoscenza diretta di parecchi nostri soldati (e dei loro familiari), ci fanno entrare nella loro testa e nel loro cuore e ci rendono partecipi dei loro pensieri, delle loro paure e delle loro speranze, mentre sono nelle retrovie o in trincea, tra bombardamenti e filo spinato, nei momenti di attesa o di riposo, negli ospedali o nei campi di prigionia. E palpitiamo per la sorte di quelli che, lo sappiamo, non torneranno più. Più di mille per la sola nostra Valle.

Ed è proprio l’elenco dei soldati della Valle Brembana caduti e dispersi nella Grande Guerra che chiude il volume di ricerca e di riflessione: un doveroso omaggio alle vittime di questa tragedia e un monito a non dimenticare il loro sacrificio.