Il “Ventennio” brembano

Il libro IL VENTENNIO BREMBANO. La Valle Brembana fra adesione, rassegnazione e rifiuto del regime fascista, che ricostruisce le vicende della nostra Valle negli anni della dittatura fascista, è in stampa. Lo presenteremo in anteprima a Bergamo, il 28 aprile (ore 15.00) nell’ambito della Fiera dei Librai.

Poi lo presenteremo al Museo della Valle di Zogno nel pomeriggio 17 maggio, nel corso della nostra Assemblea annuale. Altre presentazioni ci saranno nei mesi successivi in vari paesi della Valle. Ringraziamo i 26 soci che si sono occupati dei vari aspetti del tema, concorrendo a realizzare un’opera di ben 624 pagine, che siamo certi avrà il successo degli altri libri realizzati a più mani e dedicati alla nostra storia recente.

Esattamente un secolo fa, con l’avvio dell’emanazione delle cosiddette “Leggi fascistissime”, il regime fascista assunse la connotazione totalitaria e dittatoriale che avrebbe caratterizzato la storia italiana nel successivo ventennio.

Il volume ha inteso mettere a fuoco questo periodo, con l’obiettivo di chiarire qual è stato il rapporto, individuale e collettivo, della gente brembana con il regime e che cosa ha prodotto il lungo ventennio per la vita e le sorti delle persone, delle famiglie e delle comunità di un’area di montagna come la nostra.

Anche la Valle Brembana dovette subire la retorica della propaganda, finalizzata alla creazione del consenso, e l’assillante controllo dei mezzi d’informazione, della scuola, delle associazioni e delle organizzazioni sportive, così come fu esclusa da ogni forma di partecipazione democratica a livello nazionale e locale.

In queste pagine non si parla, però, solo della pesante presenza del fascismo, ma vengono descritte la vita della Valle e della sua gente, le attività quotidiane, i rapporti sociali e culturali, a volte coltivati malgrado i controlli del regime.

Si parla anche delle attività economiche, delle poche industrie, dell’agricoltura rimasta di gran lunga la principale fonte di reddito, e del permanere dell’emigrazione.

Viene trattata la partecipazione della Valle alle guerre d’Etiopia e di Spagna e poi alla Seconda guerra mondiale, che comportò per migliaia di nostri giovani le indicibili sofferenze, e spesso la morte, in Grecia, in Africa e nelle gelide steppe russe. Senza contare gli internati nei campi di prigionia e di sterminio e i tanti combattenti della Resistenza.

Alla fine saranno quasi 700 i giovani brembani morti a causa delle guerre: il loro tragico destino è la più chiara risposta a chi si chiede se il fascismo abbia fatto delle cose buone.

Francesco Albera. Girovago scultore in Valle Brembana

Promossa dal Centro Storico Culturale Valle Brembana, questa monografia, curata dai soci Giacomo Calvi e Chiara Delfanti, ricostruisce la vicenda artistica dello scultore Francesco Albera, nato a Oleggio (Novara) nel 1854, ma vissuto a Piazza Brembana dal 1889 al 1911, dove aveva la sua residenza ufficiale, anche se u un girovago, vivendo e fermandosi nei vari paesi, presso i committenti ed impresari che gli affidavano dei lavori. Era amico di Eugenio Goglio, conosciuto durante gli studi d’arte a Milano, che seguirà poi in Valle Brembana nel 1888 quando costui dovette lasciare Milano e rientrare a casa a Piazza Brembana, per aiutare sua madre nella gestione dell’Ufficio Postale che aveva aperto una nuova succursale ad Olmo al Brembo. Negli oltre vent’anni trascorsi in Valle Brembana, l’Albera lasciò molte opere di scultura e di ornato, validi segni della sua arte e sempre ben accolti ed apprezzati dalla gente.

La monografia raccoglie le fotografie di tutte le sue opere note, in gran parte statue o bassorilievi, che ancora oggi decorano numerose chiese, a partire dal santuario di Somasca, fino all’alta Valle Brembana, passando per Brembilla, Zogno (sua la statua di San Lorenzo sul campanile della parrocchiale), Sant’Antonio Abbandonato, Miragolo San Salvatore, San Pellegrino Terme, San Giovanni Bianco, Santuario della Costa San Gallo, Olmo al Brembo, Ornica, Piazza Brembana, Bordogna, Baresi e Roncobello.

Presentata la 23.ma edizione di QUADERNI BREMBANI

È stata presentata sabato 30 novembre al Museo della Valle di Zogno, affollato come non mai, la 23.ma edizione di QUADERNI BREMBANI, l’annuario del Centro Storico Culturale Valle Brembana.

È sorprendente come dopo ventidue numeri dell’Annuario, che raccolgono insieme oltre un migliaio di testi, ci siano arrivati ancora così tanti contributi dedicati ai vari aspetti della cultura della Valle. Quest’anno il loro numero è il più alto di sempre: gli articoli raccolti nel presente volume sono infatti quasi 70!

Colpisce in primo luogo la lunga serie di testi dedicati all’arte, con approfondimenti su opere che abbelliscono le chiese della Valle, alcuni redatti in occasione di importanti restauri (il polittico di Antonio Boselli della parrocchiale di Cusio, le pale di Carlo Ceresa delle chiese di Mezzoldo e Santa Brigida, le tele di Pietro Baschenis del Santuario del Perello…). Si tratta di contributi autorevoli, assai documentati, che sottolineano il valore delle opere descritte, ma danno anche credito all’impegno di chi ha promosso e sostenuto i restauri.

Non mancano nemmeno quest’anno gli esiti delle ricerche sulle vicende belliche, con testi che ricordano episodi dell’antifascismo o fanno luce su personaggi talvolta mitizzati (come il soldato Gastone, discusso protagonista della Resistenza in Val Taleggio).

La sezione specificamente dedicata alla ricerca ci propone saggi di varia natura, relativi alla storia antica della Valle, ma anche a episodi più recenti, non sempre conosciuti, a interviste, curiosità, brevi biografie…

Purtroppo non manca la sezione Commiati, nella quale sono ricordati tre soci che ci hanno lasciato nel 2024: Giuseppe Pisoni, uno dei fondatori del Centro Storico, Gervasio Curnis e Giovanni Alberto Bianchi, ai quali si è aggiunta, quando l’annuario era in stampa, la socia Mariangela Goizzi.

L’annuario prosegue con le immagini del concorso fotografico Eleganza discreta di una Valle – Concorso di Fotografia Marco Fusco – 2024 e con il resoconto delle Borse di studio per tesi di laurea dedicate alla Valle Brembana.

Come di consueto chiude il volume lo Scaffale brembano che raccoglie ben ventisette brevi recensioni di libri dedicati alla Valle o scritti dai soci del Centro Storico.

È online l’Atlante dell’emigrazione bergamasca nel mondo

Si è concluso il progetto congiunto del Centro Studi Valle Imagna e del Centro Storico Culturale Valle Brembana inteso a creare una piattaforma informatica in grado di mettere a disposizione e quindi rendere organicamente fruibile a un pubblico molto più vasto la mole di documentazione acquisita durante diversi percorsi di ricerca. Il progetto è stato condiviso e approvato dai Comuni di Barzana, Berbenno, Locatello, Roncola e San Pellegrino Terme i quali hanno attinto al Bando per la realizzazione di attività culturali in favore degli italo-discendenti nel mondo da attuare in occasione del 2024 – Anno delle Radici Italiane.
È stato così costituito un importante centro informativo dell’esperienza migratoria lombarda, in grado di favorire la creazione di relazioni tra i soggetti migranti e i loro discendenti, anche in relazione alla costruzione di processi di riscoperta dei villaggi di origine. Nell’ottica di sostenere un processo di riscoperta e valorizzazione dell’identità lombarda, partendo dalla conoscenza dei principali caratteri e percorsi dell’esperienza migratoria, anche nell’ottica di favorire l’incontro intergenerazionale, abbiamo messo in relazione il sapere popolare degli anziani con le nuove generazioni, in modo da consentire agli emigranti di ricostruire la propria storia familiare.

Allo scopo è stato creato e pubblicato online l’ATLANTE DELL’EMIGRAZIONE BERGAMASCA (www.emigrazionebergamasca.it), una piattaforma on line nella quale sono confluiti, nella fase di avviamento, oltre trecento documenti audio-visuali (registrazioni DAT e video) e oltre cinquecento documenti cartacei (fotografie, lettere, fogli a stampa, …) connessi all’emigrazione bergamasca in Europa e nel Mondo dal XIX al XX secolo. La piattaforma è uno strumento in progress e quindi sarà oggetto di continue integrazioni e ampliamenti con l’aggiunta di ulteriori dati documentali nei prossimi anni.

Sul planisfero che compare nella home page sono stati inseriti diversi marker – ciascuno dei quali corrisponde a una colonia (luogo di destinazione e di approdo dell’emigrante) – suddivisi in tre gruppi di colore: rosso per indicare l’emigrazione extraeuropea, azzurro per l’emigrazione europea e verde per indicare le forme di migrazione interna (commercianti, bergamini, …). Ogni marker può includere anche diverse esperienze migratorie, indicizzate al suo interno.

Per ogni posizione migratoria sono stati inseriti i seguenti dati:
– per i documenti audiovisuali: soggetto intervistato, fotografie del soggetto, scheda del soggetto con la classificazione archivistica e la contestualizzazione della rilevazione effettuata, breve audio o video (della durata di circa un minuto e mezzo), trascrizione per intero dell’intervista. Ciascuno degli oltre trecento documenti audiovisuali considerati, della durata variabile dai sessanta ai

centoventi minuti, è conservato nell’Archivio dei video e dei fonodocumenti del Centro Studi Valle Imagna: nella piattaforma è stato pubblicato per ciascuno un breve brano della durata di circa un minuto e mezzo e quanti fossero interessati possono così richiedere direttamente al Centro Studi la visione o l’audizione dell’intero documento;

– per i circa cinquecento documenti cartacei: titolo del soggetto, immagini, eventuale descrizione del fatto documentato (se esistente).

Nella parte superiore della home page una stringa riporta diverse altre opzioni di ricerca, di seguito brevemente sintetizzate:
– ricerca dei contenuti della piattaforma attraverso le colonie (extraeuropee, europee e interne);

– ricerca dei contenuti della piattaforma attraverso le singole testimonianze (extraeuropee, europee, interne, oppure attraverso un indice generale unitario);

– edizioni del Centro Studi Valle Imagna e del Centro Storico-culturale Valle Brembana concernenti le ricerche e le indagini sull’emigrazione bergamasca, offrendo così la possibilità ai turisti delle radici di approfondire i diversi aspetti di storia sociale ed economica;

– la pagina dell’accoglienza. L’Atlante dell’emigrazione bergamasca vuole essere non solo uno strumento di conoscenza per ricostruire alcuni tasselli dell’irradiazione della cultura orobica nel mondo intero ma soprattutto un’opportunità in grado di costruire nuove relazioni e favorire l’esplorazione di luoghi, tradizioni, culture locali connessi al fenomeno migratorio. Il Centro Studi Valle Imagna e il Centro Storico Culturale Valle Brembana intendono offrire un supporto a coloro che desiderano approfondire la conoscenza dei caratteri e dei percorsi dell’emigrazione bergamasca in Europa e nel mondo, mettendo a disposizione i propri fondi biblio-archivistici e garantendo un supporto ai TURISTI DELLE RADICI ITALIANE, ossia agli attuali discendenti di quei primi emigranti-pionieri che intendono ripercorrere la storia e ritornare sui passi dei loro antenati;

– la pagina dei contributi, rivolta a coloro che intendono ulteriormente implementare l’Atlante mediante l’invio di ulteriori documenti e informazioni da inserire nella piattaforma.

Annuario QUADERNI BREMBANI 23 Presentazione il 30 novembre

Viene presentata SABATO 30 NOVEMBRE – ore 15.00 al MUSEO DELLA VALLE DI ZOGNO la 23.ma edizione di QUADERNI BREMBANI, l’annuario del Centro Storico Culturale Valle Brembana.

È sorprendente come dopo ventidue numeri dell’Annuario, che raccolgono insieme oltre un migliaio di testi, ci siano arrivati ancora così tanti contributi dedicati ai vari aspetti della cultura della Valle. Quest’anno il loro numero è il più alto di sempre: gli articoli raccolti nel presente volume sono infatti quasi 70!

Colpisce in primo luogo la lunga serie di testi dedicati all’arte, con approfondimenti su opere che abbelliscono le chiese della Valle, alcuni redatti in occasione di importanti restauri (il polittico di Antonio Boselli della parrocchiale di Cusio, le pale di Carlo Ceresa delle chiese di Mezzoldo e Santa Brigida, le tele di Pietro Baschenis del Santuario del Perello…). Si tratta di contributi autorevoli, assai documentati, che  sottolineano il valore delle opere descritte, ma danno anche credito all’impegno di chi ha promosso e sostenuto i restauri.

Non mancano nemmeno quest’anno gli esiti delle ricerche sulle vicende belliche, con testi che ricordano episodi dell’antifascismo o fanno luce su personaggi talvolta mitizzati (come il soldato Gastone, discusso protagonista della Resistenza in Val Taleggio).

La sezione specificamente dedicata alla ricerca ci propone saggi di varia natura, relativi alla storia antica della Valle, ma anche a episodi più recenti, non sempre conosciuti, a interviste, curiosità,  brevi biografie…

Purtroppo non manca la sezione Commiati, nella quale sono ricordati tre soci che ci hanno lasciato nel 2024: Giuseppe Pisoni, uno dei fondatori del Centro Storico, Gervasio Curnis e Giovanni Alberto Bianchi.

L’Annuario prosegue con le immagini del concorso fotografico Eleganza discreta di una Valle – Concorso di Fotografia Marco Fusco – 2024 e con il resoconto delle Borse di studio per tesi di laurea dedicate alla Valle Brembana.

Come di consueto chiude il volume lo Scaffale brembano che raccoglie ben ventisette brevi recensioni di libri dedicati alla Valle o scritti dai soci del Centro Storico.

Antonio Cavallazzi. La storia come progetto per il futuro

La mostra Antonio Cavallazzi. La storia come progetto per il futuro ha come protagonista un architetto milanese del primo Novecento che contribuì, attraverso importanti opere, alla crescita del Comune di San Pellegrino Terme. Per questi motivi la mostra si sposa perfettamente con gli ideali del Centro Storico Culturale.

L’iniziativa nasce grazie alla volontà di Alberto Quarenghi nell’ambito di una ricerca attorno alla figura del nonno Francesco Merino Quarenghi, è venuta in luce l’esperienza architettonica di Antonio Cavallazzi. Il dott. Merino Quarenghi, promotore della medicina ippocratica naturale, ha affidato a Cavallazzi la ristrutturazione della Casa di famiglia per istituire un centro di cura; la profonda sensibilità di queste due figure ha prodotto un risultato che sembra essere fissato nella eternità, senza tempo: tutto sembra ruotare attorno a quel principio primo che trova nelle diverse discipline scientifiche, filosofiche, artistiche, gli strumenti della sua scoperta. Oltre che architetto Antonio Cavallazzi era anche artista, come si può ammirare nelle decorazioni delle facciate e degli edifici da lui progettati.

La mostra si vuole proporre come un percorso per inquadrare la figura di Antonio Cavallazzi nei primi del’900 e del territorio di S. Pellegrino nel suo momento di maggior espansione e ricchezza; con il fine ultimo di arricchire il fruitore riguardo al territorio nel quale è presente e far conoscere un artista eclettico come Cavallazzi. Il percorso espositivo sarà sviluppato attraverso le opere di Cavallazzi realizzate in Val Brembana e a San Pellegrino; l’originale studio da lui dedicato alla ricerca filologica delle epigrafi etrusche, celte, pelasgiche. Con una parentesi su Antonio Cavallazzi e l’architettura del cemento armato, di cui approfondisce in modo proficuo e geniale lo studio.

Il visitatore sarà guidato lungo un preciso percorso architettonico e artistico, con il proposito di rinvigorire la consapevolezza sull’enorme ricchezza che risiede nel nostro passato.

In questo studio è stato molto utile il contributo della professoressa Giovanna D’Amia, che ha aiutato nella ricerca di documenti e informazioni. La professoressa interverrà personalmente come relatrice all’inaugurazione della mostra, prevista il 20 settembre alle ore 18.30.

Note biografiche

Antonio Cavallazzi (Milano 1879, 1929) dopo gli studi classici si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1904, distinguendosi tra i suoi colleghi. Nel 1906 partecipa all’Esposizione di Milano progettando numerosi padiglioni, ricordiamo il Padiglione della ditta Fontana & C, ha contatti anche con il giovane architetto Orsino Bongi, importante esponente dello stile Liberty Italiano. Nel 1905 l’ing. Carlo Bianchi e Antonio Cavallazzi istituiscono e dirigono la rivista <<L’Architettura Italiana>>. Nel 1909 inizia la carriera di professore come assistente alla Cattedra di Disegno del Politecnico di Milano e alla Scuola dei Periti Edili di Milano. Tra i corsi da lui tenuti si evidenziano anche quelli inerenti alla Storia della Architettura.

A partire dal 1906 Cavallazzi e Bianchi si dedicano principalmente a opere di edilizia residenziale. Sul periodico da loro diretto sono pubblicati alcuni progetti realizzati da Cavallazzi stesso. Vinse contemporaneamente il Premio Clerichetti, e qualche anno dopo, uno dei concorsi Garibaldi del Collegio Ingegneri Architetti di Milano. Lavoratore instancabile, non trascurò mai lo studio professionale. Menzioniamo la sua opera artistica personale sempre alla ricerca di ispirare l’ornamentazione a concetti moderni e a formule nuove, conservando comunque la forma classica. Si dedicò a studi sulla scienza delle costruzioni ed in particolare allo sviluppo di originali metodi con l’uso del nuovo materiale cemento armato (per esempio ideò il metodo diagonal e semi diagonal Cavallazzi per la posa di solai ad ampia superficie); impegna il tempo libero con ricerche archeologiche e filologiche.

Luigi Santarella in “In memoriam” scrive “Visse quasi trincerandosi nel modesto localetto che chiamava il suo regno, ove dalle ricerche archeologiche che lo facevano apostolo della grande arte dei secoli passati assurse a indagini di indole assai diversa, ma pur colle precedenti in stretto vincolo di parentela […] L’arch. Cavallazzi è stato troppo presto sottratto all’affetto degli amici ed alla sua arte; la sua magnifica attività è però un monito per i giovani architetti e insegna una nuova via”.

Come architetto, tra le tante costruzioni che ci ha lasciato, e che provano il suo valore come artista e come tecnico, ricordiamo la casa Besana in via Boschetti, le case Turba in via Plinio; la casa Carenzio in via Morgagni; la Banca di Credito in via S. Maria Fulcorina; il gruppo di case Coop. Lo Sport Club Acquabella in via Moretto da Brescia, l’Asilo Uboldi a Paderno Dugnano. Le case De Orchi in via Mantegna; le edicole Sacchetti, Dondena, de Finetti, al Cimitero Monumentale di Milano; le ville Dondena a Civello; Besana a Missaglia; Rudoni a Brunate; Dusi a S. Giovanni Bianco; le Terme di S. Pellegrino; i ponti a S. Pellegrino e Cremeno.

Curatori

Giovanna D’Amia è professore associato in Storia dell’architettura presso il Politecnico di Milano. Il suo campo di ricerca riguarda temi legati alla cultura dell’abitare, ai processi di trasformazione della città e alla storia della storiografia architettonica. La professoressa D’Amia si occupò di Antonio Cavallazzi nell’ambito di una tesi triennale.

Matilde Bonicelli Della Vite è laureata in Valorizzazione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Alberto Quarenghi è responsabile dell’ufficio tecnico dell’Istituto Clinico Quarenghi. Nel corso degli ultimi anni si è interessato alla esperienza del nonno medico Francesco Merino Quarenghi e da questa ricerca nasce l’interesse per l’Architetto Antonio Cavallazzi.

Luca Zonca studente del corso di restauro dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, appassionato di storia locale. Lavoro nell’ambito del restauro e come divulgatore del patrimonio della diocesi di Bergamo.

“Eleganza discreta di una Valle” – I VINCITORI

Con la premiazione dei vincitori e la mostra delle 30 opere finaliste, svoltesi sabato 1 giugno nella Sala polivalente della Biblioreca Comunale di Piazza Brembana, si è chiusa l’edizione 2024 del concorso Eleganza discreta di una Valle – Concorso di Fotografia Marco Fusco, indetto dal Centro Storico Culturale Valle Brembana “Felice Riceputi”, per ricordare la figura di Marco Fusco nativo di Piazza Brembana,appassionato di fotografia e amante della Val Brembana.

L’organizzazione del concorso, che si è avvalso del contributo di Anna Fusco, sorella di Marco, è stata curata dal Centro Storico Culturale in collaborazione con Fotografi Brembani. Scopo dell’iniziativa, come indicato dal bando, contribuire a far conoscere e valorizzare aspetti non usuali della Valle Brembana: elementi di particolare rilevanza ambientale e bellezza formale, squarci di vita, relazioni sociali e momenti di operosità.

Le 126 foto presentate, una per concorrente, sono state esaminate da una Giuria di preselezione (composta da Sergio Manzoni, Marco Calegari, Federico Gianati, Mirko Giudici) che ha scelto le 30 finaliste, le quali a loro volta sono state valutate da una Giuria di selezione finale (composta da Nunzia Busi, Roberto Fustinoni, Rossana Magri, Silvana Milesi, e Cristian Rota) che ha stilato la graduatoria dei vincitori, ai quali sono stati assegnati buoni acquisto per il valore complessivo di 1.500 euro.

Questi i vincitori.

Il primo premio è stato assegnato a Mario Ottaviani per l’opera Tramonto con pioggia al rifugio, con la seguente motivazione: Il riverbero del tramonto inonda di luce diafana cielo, montagne e boschi; i quattro elementi: terra, aria, acqua e fuoco, si fondono in un unico armonico quadro che suggerisce sensazioni di eleganza discreta…

Il secondo premio a Tarcisio Migliorini per l’opera Pagliari abbandono e silenzio.

Il terzo premio a Roberto Dennunzio per l’opera Waterfall.

Il quarto premio a Matteo Tosti per l’opera Tracce del passato.

Il quinto premio a Mauro Mariani per l’opera In letargo. 

Sono state inoltre ritenute meritevoli di segnalazione le opere

– Oltre… il nostro pensiero ciclocentrico, di Ivo Locatelli        

– Ottobre, di Giovanni Bordogna        

C’era una volta, di Cristiano Pesenti                                                           

1° premio – Tramonto con pioggia al rifugio – di Mario Ottaviani
2° premio – Pagliari abbandono e silenzio – di Tarcisio Migliorini
3° premio – Waterfall – di Roberto Dennunzio
4° premio – Tracce del passato – di Matteo Tosti
5° premio – In letargo – di Mauro Mariani
Opera segnalata – Oltre… il nostro pensiero ciclocentrico – di Ivo Locatelli  
Opera segnalata – Ottobre – di Giovanni Bordogna
Opera segnalata – C’era una volta – di Cristiano Pesenti 
Il vincitore del primo premio, Mario Ottaviani (a destra), con Gianpaolo Fusco, fratello di Marco

CALENDARIO MOSTRE DELLE FOTOGRAFIE FINALISTE

Quaderni Brembani 22

Anno 2024

Sommario

Le finalità del CENTRO STORICO CULTURALE VALLE BREMBANA “FELICE RICEPUTI” (dall’atto costitutivo)

Sostenitori, collaboratori e referenti

Presentazione

Attività dell’anno 2023

Quaderni Brembani
di Renato Scaglia

Aggiornamenti sulle ricerche archeologiche nel sito dei Piani di Sasso a Carona (BG)
di Stefania Casini, Enrico Croce, Davide Gorla, Alessandro Mirri, Chiara Rossi, Diego Veneziano

Una montagna sacra e un villaggio medievale alle sorgenti del Brembo di Carona
di Francesco Dordoni ed Enrico Croce

L’accidente fortunoso di Cornalba del 1766 e altre storie di fulmini in Valle Brembana
di Denis Pianetti

Monsignor Francesco Vistalli, uomo colto “indiziato di modernismo”
di Bruno Bianchi

Antichi esempi di lavoro minorile brembano
di Giuseppe Pesenti

La peste del 1630 a Mezzoldo. Le vittime registrate nel Libro Parrocchiale
di Wanda Taufer

Bergamo e Venezia, 1600 anni da dietro le quinte o quasi
di Stefano Bombardieri

La Compagnia dei Corrieri Veneti e i Tasso della posta imperiale: imprese bergamasche a Venezia dal Quattrocento all’Ottocento
di Bonaventura Foppolo

Dagli Zanni ad Arlecchino. Radici brembane della Commedia dell’Arte
di Eliseo Locatelli

Mauro Codussi a Venezia: le iscrizioni sulla facciata di San Michele in Isola
di Dalmazio Ambrosioni

I Canti, un terrazzo tra Valle Taleggio e Valle Imagna, luogo carico di contese confinarie e topos della paura per tante generazioni
di Arrigo Arrigoni

Le vere firme dell’Ultima Cena
di Silvia Vernaccini e Mauro Neri

Il convento dei Frati Cappuccini di San Gallo
di Enzo Rombolà

Le radici di un mito identitario. I quàder de Dosséna
di Roberto Belotti con ricerca d’archivio di Simona Bedolis

La chiesa-feudo di Endenna nel medioevo
di Tarcisio Bottani

Le antiche Pievi della Valle Brembana: Almenno, Dossena, Primaluna
di Ermanno Arrigoni

San Pellegrino, Telgate e il Beneficio del Valvassore
di Adriano Epis

Corso per corrispondenza ante litteram del 1914
di Roberto Boffelli

La strada Ferdinandea e storia della contrada Bura di Val Brembilla
di Sergio Fantini

Filippo Salvi. Uno di noi
di Roberto Vitali

L’eredità culturale di Don Gabanelli
di Chiara Delfanti

Echi del Rinascimento veneziano in Valle Brembana. I Santacroce del Museo delle arti Gabanelli
di Domenico Cerami

Anno 1915: nasce il Gabinetto di Scienze nella Scuola di Valnegra
di Giacomo Calvi

Mirella Capra, una pediatra per tutti
di Eleonora Arizzi

L’Hotel Mauro di Miragolo San Marco tra storia e ricordi
di GianMario Arizzi e Nicola Fennino

La levatrice, una figura trascurata dalla storia
di Flavio Galizzi

L’alta Via Mercatorum. Tracciato Olmo – Averara – Passo di Morbegno – Passo di Albarino (sec. XI-XVII)
di Gianni Molinari

Da Bergamo all’Europa. Passato, presente e futuro della viabilità transorobica
di Gianni Molinari

Mulattiere della Val Brembilla. Un tesoro che non va valorizzato
di Omar Gregis

Piazza Brembana. Baite Susec o Soseni? Una “calchera” nel nulla e il sasso rotto
di Lino Galliani

Santa Croce, in cammino verso un nuovo Rinascimento
di Marco Mosca

La barca dei musici
di Bernardino Luiselli

Ol Folèt
di Giuseppe Epis

Che peccato, era solo un sogno!
di Franco Belli

Flucht, la fuga. La fuga della piccola Regina Zimet e della sua famiglia
dalle persecuzioni naziste descritta in una mappa autografa
di Michela Lazzarini

In ricordo di Ettore Vacha, capitano dei Carabinieri Reali, patriota della Resistenza, morto in Germania nel lager di Kaisheim
di Claudio Malanchini

Candida Offredi e le sorelle: staffette di pace
di Antonella Arnoldi

Quel ponte sull’Orrido
di Giandomenico Sonzogni

Addio a Lorenzo Cherubelli, socio fondatore del Centro Storico Culturale
a cura del Direttivo

La prematura scomparsa del nostro consulente fiscale Cristian Revera
a cura del Presidente

Addio a Nevio Basezzi
a cura del Direttivo

L’Homo salvadego e… le origini di Arlecchino
di Nevio Basezzi

Sedici aprile duemilaventi
di Giusi Quarenghi

… E poi
di Bortolo Boni

Noi, le castagne
di Nunzia Busi

La leggenda di “Forcella”
di Daniele Pedretti

Del movimento delle cose
di Enzo Leone

Siamo figli del tempo
di Giosuè Paninforni

Un racconto in poesia per le sere d’inverno
di Elisa Begnis

Omaggio ad Averara
di Silvia Bonomi

Continua
di Omar Lange

Il giudizio
di Patrizia Figini

Stalle sotto le stelle
di celestesg

E come potevamo sentire la voce del mare?
di Adriano Gualtieri

Ol contadì la prìda, e ol teritòre
di Alessandro Pellegrini

Eleganza discreta di una Valle. Concorso di fotografia Marco Fusco
a cura del Direttivo

SCAFFALE BREMBANO
a cura di Tarcisio Bottani e Wanda Taufer

Tesi di Laurea

13ª edizione del Sanpellegrino Festival Nazionale di Poesia per e dei bambini
a cura del coordinatore del Festival, Giancarlo Migliorati

Consegnate le borse di studio per tesi di laurea sulla Valle Brembana

Si è svolta venerdì 3 maggio, nella sala “Pietro Busi” della Comunità Montana a Piazza Brembana, la consegna delle borse di studio assegnate agli autori di tesi di laurea dedicate alla Valle Brembana

Al concorso per borse di studio destinate agli autori di tesi di laurea o prove finali dedicate alla Valle Brembana hanno partecipato 19 giovani laureati.

Le borse di studio, messe in concorso dal Centro Storico Culturale Valle Brembana con il patrocinio e la collaborazione della Comunità Montana Valle Brembana, erano dedicate alla memoria di Cristian Bonaldi, di Oltre il Colle, storico della Valle Brembana e socio del Centro Storico Culturale.

Requisiti per l’ammissione al concorso erano che le tesi o le prove finali avessero come argomento uno o più aspetti di carattere culturale, storico, ambientale, artistico, economico, sociale, religioso, politico, ecc. riferiti all’ambito della Comunità Montana Valle Brembana o di uno o più dei paesi o aree ambientali che ne fanno parte.

Dei 19 elaborati ammessi, 9 sono tesi magistrali, di cui 2 in lingua inglese, 8 sono prove finali triennali e 2 sono tesi di dottorato o di master.

Le tesi e le prove finali, presentate in duplice copia, andranno ad incrementare il patrimonio librario del Centro Storico Culturale e della Comunità Montana e saranno messe a pubblica disposizione.

La giuria, composta da qualificati soci del Centro Storico, ha esaminato le tesi presentate, rilevando che si tratta di elaborati dedicati ad argomenti assai diversificati e spesso poco conosciuti, e le ha valutate tenendo conto di: significatività della ricerca in ordine alla conoscenza della Valle Brembana; pertinenza dell’argomento e dell’organizzazione complessiva; originalità dell’approccio e chiarezza dell’esposizione; organicità nello svolgimento della parte teorica.                                              

Ha quindi stilato la graduatoria di merito, assegnando borse di studio sotto forma di buoni acquisto di materiale didattico ai primi tre classificati di ogni categoria e altri riconoscimenti per menzioni speciali e partecipazione, per un montepremi totale di tremila euro.

Questi i risultati.

TESI MAGISTRALI

Vincitori

1° premio a GIULIA COLOMBO per la tesi I ponti medievali: manufatti artistici e funzionali. Storia e sviluppo in Europa e nel contesto montano della Valle Brembana

MOTIVAZIONE

Il punto di convergenza dell’elaborato della dottoressa Giulia Colombo è sostanza del terzo capitolo dedicato allo studio dei ponti medievali della Valle Brembana. Pagine che si fanno apprezzare per la disamina puntuale, rigorosa e appassionata di un tema che è nodo cruciale della storia e della vita socio-economica vallare: il tema della viabilità. La singolarità dell’oggetto di studio si compone altresì di ragguardevoli notazioni di carattere estetico e funzionale. L’ambito brembano dell’elaborato è anticipato da nozioni di carattere storico e tecnico più vaste (nazionali ed europee) organicamente introduttive e condotte con piglio di sostenuta erudizione. Avvalorando con ciò un pensiero che si configura idealmente così: tanto le grazie, quanto le disgrazie della storia e della cultura locale declinano la loro valenza, esprimono la loro consistenza storica e culturale nel rapportarsi all’ambito più ampio e generale che le ingloba.

2° premio p. m. a CHIARA MAZZUCCHELLI per la tesi Appartenenze contemporanee e nuove forme turistiche. Il caso dell’Albergo diffuso di Ornica

2° premio p. m. a ILARIA ROVELLI per la tesi Opportunità di sviluppo e valorizzazione per l’area montana dell’alta Valle Brembana. Ripartiamo dalle persone

2° premio  p. m. a MARCO GALBUSERA per la tesi Innovative strategies for the future of italian small municipalities in internal areas. The case of Cornello dei Tasso in the Brembana Valley

Ottengono un contributo di partecipazione le tesi di:

RICCARDO PEREGO Tra cesure e continuità: Bergamo e il controllo del territorio in epoca napoleonica

RITA GERVASONI Welfare di comunità: i contributi della società nella definizione delle politiche sociali. Il caso della Valle Brembana

MARTINA CALEGARI e GIULIA MORANDINI Fragilità montane. Percorsi e sinergie tra produzione e turismo per un’economia circolare. Il caso di Lenna

LISA EGMAN Il turismo in Val Brembana: passato e presente. Il caso di riqualificazione del Grand Hotel di San Pellegrino Terme

MARTINA VINCENTI  From ancient communication routes to the mountain elsewhere: enhancing connection and communication networks a soustainable tourism perspective

PROVE FINALI TRIENNALI

Vincitori

1° premio a LAURA COVELLI per la tesi Due storie di emigrazione dalla Valle Brembana raccolte attraverso i social media

MOTIVAZIONE

La tesi di Laura Covelli ricostruisce le vicende di due emigranti brembane: due storie emblematiche delle difficoltà e della miseria, ma anche del coraggio, che caratterizzarono l’emigrazione bergamasca tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

L’originalità dell’elaborato è costituita dall’approccio metodologico, caratterizzato dal coinvolgimento dei social media, e in particolare di Facebook, che ha consentito all’autrice di ottenere le informazioni necessarie per avviare e sviluppare la ricerca. È stata così confermata la validità del metodo digitale noto come Snowball Sampling Approach nella ricerca e selezione di fonti storiche inedite che, applicato a Facebook, ha determinato un effetto a cascata di straordinaria efficacia.

2° premio p. m. a GABRIELE MAFFEI per la tesi Studio delle temperature medie in Val Brembana: un’analisi statistica dal 2003 ad oggi

2° premio  p. m. a ALICE TRAINA per la tesiVerso una valorizzazione turistica dei luoghi della memoria. Il caso della Val Taleggio

2° premio p. m. a JESSICA GALIZZI  per la tesi Valorizzare la cultura dei luoghi in rete. La Via Mercatorum da antica strada a percorso di mobilità green tra antichi borghi storici

Ottengono un contributo di partecipazione le tesi di:

GIULIA CARRARA L’emigrazione dalla Valle Brembana in Francia: aspetti sociali e conseguenza culturali

LAURA  MILESI Segni visibili e invisibili di creolizzazioni passate e presenti. I vissuti migratori e la pluralità culturale tra Cordova e la Valle Brembana

ELISA FRANCESCA MOSTACCHI Alla ricerca di un welfare generativo e inclusivo. Un caso esemplare in Valle Brembana (BG)

GIULIA COLOMBO Soldati in trincea. La Grande Guerra nel contesto montano della Valle Brembana

MENZIONI SPECIALI

Vengono tributate menzioni speciali alle due tesi presentate fuori concorso per la loro significatività in ordine alla conoscenza della storia della Valle Brembana.

FRANCESCA BALDINI“La va a pochi”.  Resistenza e resistenti in Lombardia. 1943-1944. La vita di Leopoldo Gasparotto e di Antonio Manzi (tesi di Dottorato)

IVAN BELOTTI: Pacipaciana. Based on the folk tale of “Vincenzo Pacchiana” (tesi di Master)

Presentata la 22.ma edizione dell’annuario QUADERNI BREMBANI

È stata presentata sabato 25 novembre, nella sala riunioni del Museo della Valle di Zogno, gremita come al solito dai soci del Centro Storico Culturale, la 22.ma edizione dell’annuario “Quaderni Brembani”.

Ha introdotto l’incontro, salutando i presenti, il presidente Tarcisio Bottani, quindi il socio Arrigo Arrigoni, coordinatore con Bottani dell’edizione, ha illustrato i contenuti dei vari articoli che in totale, tra saggi, testi narrativi e poetici, supera la sessantina. Sono quindi intervenuti alcuni autori che hanno approfondito i contenuti dei loro testi.

Tra i presenti, la Signora Renza, madre del carabiniere Filippo Salvi della Botta di Sedrina ucciso dalla mafia nel 2007. La vicenda è narrata sull’annuario dal socio Roberto Vitali.

Presente anche Sergio Fezzoli che, come di consueto, ha recitato una sua poesia, quest’anno dedicata al Natale.