PARROCCHIALE DI SAN LORENZO E SANT’AMBROGIO
Architettura: sec. XVIII; dipinti: tre tavolette rinascimentali e un’ancona, sec. XVIII; affreschi della chiesa più antica, sec. XV.
L’edificio. La chiesa parrocchiale intitolata ai Santi Lorenzo e Ambrogio è alta e ben visibile nel paesaggio di Costa Serina. L’attuale costruzione è opera tardo settecentesca e venne fatta sorgere su un più antico edificio di culto di epoca medievale. La facciata, a due ordini, presenta un porticato classicheggiante ampio e luminoso. L’interno ha ricevuto recenti ripuliture e restauri, durante i quali sono venuti alla luce, in corrispondenza del primo altare a destra nella navata, affreschi di buona fattura risalenti al sec. XV, appartenenti alla prima chiesa posta in quel luogo; testimonianze della chiesa antica sono alcuni portali e acquasantiere.
L’arredo e i dipinti. L’altare maggiore è un pregevole esempio di artigianato settecentesco con eleganti tarsie marmoree. Tra le opere di valore storico e artistico segnaliamo tre belle piccole tavole rinascimentali collocate in un tabernacolo intagliato con la rappresentazione dell’Ecce Homo e angeli adoranti, mentre nell’area del presbiterio le opere affrescate e gli stucchi sono tutti dell’800. Si veda anche la sagrestia dove in un’ancona rustica è collocata una tela con i Santi Giovanni Battista e Antonio da Padova, firmata da tale Claudio Spina (1640). Belli i mobili ottocenteschi della sacrestia. Ancora arredi e paramenti pregevoli, tra cui una preziosa pianeta, medaglie, calici e candelieri tutti del ‘700.

FRAZIONE ASCENSIONE, ANTICA CHIESA DELLA SS.MA ANNUNZIATA
Architettura: inizi sec. XVI; dipinti: affreschi del sec. XVI.
L’edificio. La chiesa sorge in piano tra pendii occupati da costruzioni recenti, sicché appare purtroppo estranea in quel contesto. Nel 1890 è stata demolita la prima delle tre campate di cui era costituita la chiesa; il resto dell’edificio è un gioiello conservatoci dalla storia, poiché ci ha tramandato l’impianto architettonico originario, con facciata a capanna, murature rustiche, navata ad aula unica coperta da un tetto sostenuto dai caratteristici arconi trasversali di stile ancora gotico. Si entra dal fianco destro attraverso un semplice portale gotico.
I dipinti. All’ingresso ci accoglie una gigantesca figura di San Cristoforo che porta il Bambin Gesù sulla spalla sinistra e tiene un lungo bastone sulla destra: era una consuetudine quella di rappresentare questo Santo sulle facciate delle chiese perché fungesse da guardia e sentinella del luogo sacro; qui il Santo ci guarda con una fissità bizantina, vicina ai modi dei pittori Baschenis. Le pareti interne sono rivestite di affreschi di grande fascino dei secoli XV e XVI, riportati alla luce negli anni ’70 e successivamente restaurati negli anni ’80. All’interno le pareti sono rivestite di affreschi: si tratta di opere devozionali, accostate senza ordine gerarchico con semplici cornici, ancora secondo il gusto della pittura medievale; il soggetto d’obbligo è la Madonna in trono con Bambino e Santi, con l’eccezione di due Crocifissioni e una bella Ultima cena, nella parete a sinistra del pulpito; qui l’anonimo frescante ha esibito le sue moderne conoscenze della prospettiva rinascimentale nelle piastrelle del pavimento e nel disegno del soffitto. Sulla parete dell’arcone che precede il presbiterio un’Annunciazione con architetture rinascimentali rappresentate in modo ingenuo; sotto si vedono due polittici originariamente con sei figure, che ricordano lo stile della bottega del pittore locale Maffiolo da Cazzano.Assai bella è anche la cinquecentesca ancona in legno dorato restaurata nel 1972.


SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA NEVE
Architettura: sec. XX; dipinti: pala fine sec. XVI, inizi sec. XVII.
L’edificio. Il fascino di questo santuario si deve alla posizione solitaria e alla splendida vista da cui si gode il panorama della valle. E’ collocato sulla strada che da Selvino porta a Serina, nel punto in cui si incrocia la strada che sale da Costa Serina: era un importante punto di riferimento e di sosta nella via Mercatorum, quando l’ingresso in valle Brembana seguiva il percorso Nembro (o Albino)-Selvino-Serina. Non si hanno notizie precise sulla nascita della devozione che venera la Madonna della Neve (che ricorre il 5 agosto); sappiamo che nel ‘500 esisteva un oratorio dedicato a Maria, arricchito e restaurato nel corso dei secoli. L’edificio attuale è una costruzione nuova degli inizi del sec. XX.
I dipinti. Il santuario conserva sopra l’altare una tela anonima, databile tra fine ‘500 e gli inizi del ‘600, che costituisce l’immagine di culto più importante: essa rappresenta una bella Pietà con San Giovanni, la Madonna, la Maddalena e i Santi Sebastiano e Rocco; il dolore composto non impedisce al pittore di raffigurare i due Santi in pose mosse e aggraziate. Sono opere del ‘700 quelle che raffigurano l’Annunciazione e la Natività, ai lati del presbiterio. Da notare anche un dipinto di Pietro Servalli, racchiuso in cornice mistilinea di gusto barocco (siamo però nel sec. XX!), che rappresenta la Madonna della Neve con i Santi Ambrogio e Lorenzo.


































